Catastrofe Italia

Le alluvioni in giro per l’Italia, dimostrano che il paese subirà impatti devastanti dal cambiamento climatico.

Soprattutto perché le popolazioni non sono disponibili a prendere atto che certi posti diventeranno inabitabili.

Non accade solo da noi: anche in US, molti si aggrappano alle fantasie più estreme (cavalcate anche da politici senza scrupoli) per non dover prendere atto che certi posti sono a rischio distruttivo per case, uffici, stabilimenti e persone.

In US, però, una certa migrazione è già in corso da parte di chi abbandona zone a rischio.

Ma in Italia sarà impossibile, data la enorme frammentazione antropologica localistica sacrale, per cui la gente è così arroccata sul proprio territorio che non prenderà mai in considerazione di spostarsi da zone senza possibilità di avere più acqua potabile o che saranno periodicamente sommerse da troppa pioggia, e da lave di fango.

Credere che basti sturare i tombini o rimuovere alberi dai fiumi, è solo un consolotorio scaricabarile sui politici quando i sistemi non possono più arginare la furia degli elementi violentati dagli uomini.

Il Distruttore Dei Mondi

Effetti collaterali esiziali dell’Atomica

L’Oppenheimer pentito riteneva di essere diventato il distruttore dei mondi, come Visnu dice al Principe.

Certo, se ci fosse una guerra nucleare, il mondo, o parte di esso ne soffrirebbe tremende conseguenze.

Ma non è detto che ne verrebbe completamente distrutto.

Invece sarà probabilmente completamente distrutto (cioè l’umanità verrà distrutta) per un effetto di cui gli scienziati ed i politici non hanno tenuto conto, che è un danno collaterale della Bomba,

La Bomba ha reso impossibile le Grandi Guerre, quelle dove morivano milioni di persone, tante persone da creare crisi demografiche.

Ma dalla nascita della Bomba in poi – pur in presenza di guerre locali, quasi sempre nei PVS – non c’è stata più una grande guerra, perché la Bomba ha frenato tutti.

E l’umanità ha prolificato, perché senza guerre, la gente costruisce famiglie, e all’ombra della pace atomica, ci si è dedicati allo sviluppo tecnologico, scientifico, medico, e la morte prematura é diventato un accidente o una cattiva gestione della propria salute.

Per cui oggi il mondo popolato da 8 miliardi di persone (e va verso i 10) che consumano alacremente ogni tipo di risorsa ambientale, perché non si pensa più al futuro, visto che il futuro, dal 1945 in poi, è visto solo come roseo Barbie.

Perché, senza un futuro in pericolo, si dilapida il capitale ambientale pensandolo inesauribile.

Il vero problema creato dalla Bomba – nel liberarci dalla guerra – è di averci fatto dimenticare che il pianeta é una specie di astronave, con risorse finite, per un numero adeguato di passeggeri che consumi risorse adeguate, dando il tempo alla Terra di ripristinare/riciclare le risorse usate. Ma così non è. Anzi!

La Bomba distruggerà il mondo, senza esplodere, perché sarà l’esplosione dei consumi (molti dei quali inutili e dannosi) a consumare ogni risorsa ed eliminare definitamente la specie.

Suicidio di massa

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In una piazza di Napoli, hanno esposto quest’opera di Michelangelo Pistoletto: la Venere degli Stracci.

Un opera il cui simbolismo è così chiaro che può essere negato solo da chi ha il “mariuolo in corpo”, cioè sa di essere colpevole del suicidio di massa cui ci sta conducendo per eccesso di consumismo.

Al posto delle “pezze”, cioè vestiti di plastica e simil cotone che affollano armadi e discariche, ci poteva essere qualsiasi cosa, come bottiglie di alcol, un quintale di dolciumi, bidoni di benzina, una cianfrusaglia di cellulari e tablet volutamente obsoleti, e qualsiasi altra ferraglia che si compra per far finta di non essere più poveri come lo erano padri, madri e nonne.

Non c’è praticamente più acqua, i ghiacciai si sciolgono, metà delle terre agricole americane sono siccitose, eppure giungono notizie della ditta X che abbassa i prezzi al livello della ditta Y per invogliare a comprare sempre nuove pezze, e ancora altre pezze, e ancora altro zucchero ed alcol, nonché sempre nuovi dispositivi il cui scopo è pubblicizzare la vendita di sempre più pezze, sempre, che poi finiranno in discariche ad inquinare.

Un loop infinito?

No, prima o poi, finirà, perché i consumatori diminuiranno per cause naturali, perché non avranno più acqua da bere, o si dovrà rinunziare alla coltivazione del mango e dell’avocado, ma pure del caffè e del tè per coltivare grano, riso e patate.

Le pezze saranno pure belle, ma non si bevono né si mangiano

Microbi arroganti

La massa della Terra è di kg 5,977 x 10^27 mentre quella complessiva degli umani viventi è di 40 miliardi di kg e basterebbe questo per capire quanto insignificante sia l’umanità di fronte al pianeta di cui è ospite, forse solo per caso, ma sicuramente solo per poco visto che, sia come singoli individi sia come specie, comunqe si è destinati a sparire e non sarà certo il migliore ecologismo applicato a procurare aria, acqua, cibo e materie prime a una massa di umani (e ai loro animali) pletorica e crescente, così come non sarà la manipolazione genetica che ci farà vivere in eterno.

Prima o poi la Terra si scrollerà di dosso noi insignificanti microbi arroganti incapaci di costruire case che un terremoto non possa abbattere come castelli di carte o come quelli di sabbia che un’onda di piena di un fiume incazzato non possa spazzare dalla riva stuprata da argini inermi.

Su quelle sponde vedremo frignare stupiti adulti bambini cui è stato distrutto il sogno di aver costruito qualcosa di eterno da lasiare in eredità ad altri poveri illusi come l’Inca arrogante, con le sue pretenziose piramidi, o l’Atene orgogliosa con i suoi templi svettanti oggi macerie, belle ma pur sempre macerie.

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Il fattore umano

Tutti gli scenari ci dicono che quello dell’energia, a meno di qualche coniglio estratto dal cappello di un qualche genio, è un problema senza soluzione.

Qualsiasi risorsa energetica è destinata ad esaurirsi, è troppo costosa da gestire o è impraticabile come lo è la folle idea che carburante derivato da prodotti agricoli, sufficiente per le attuali e future esigenze, possa essere prodotto su questo pianeta. Infatti, fatti quattro conti della serva, si è visto che ci servirebbe un altro pianeta Terra da mettere a cultura per produrre bioetanolo o biodiesel.

Quello che è strano in questi discorsi, ed anche in quelli che riguardano l’inquinamento, è che nessuno parla mai della causa scatenante la penuria di energia, il rarefarsi delle materie prime e dell’effetto serra.

Nessuno che dica una verità incontrovertibile: il pianeta Terra è sovrappopolato e ne occorrebbe già un altro mezzo in più per dar da vivere agli umani che lo abitano oggi.

Anzi, invece di convincere gli abitanti del sud del mondo a non affollare il nord del pianeta, già troppo sovraffollato, si fa a gara a chi intruppa ancora più gente in Europa dove i posti a sedere sono già esauriti da un pezzo, così come sono terminati gli strapuntini ed i posti in piedi.

Ma nessuno se ne vuole accorgere: chi vende case vuole altri abitanti, chi mette su supermercati vuole altri clienti, chi produce case e prodotti per i supermercati vuole altra gente che costruisca case e che raccolga pomodori e fragole da vendere nei supermercati.

Finchè, un bel giorno, qualcuno, schiacciando l’interruttore, si accorgerà che la luce non arriva più.