Un famoso libro di fantascienza parlava dell'uomo del Non A, dove A sta per pensiero Aristotelico, cioe' il sillogismo, che e' anche alla base di certi ragionamenti economici da bar che, purtroppo, sono fatti propri anche dal nostro politicume.
Uno ricorrente è quello delle gabbie salariali, basato sul fatto che la vita a Milano costa più che a Ragusa non fosse altro perchè nel nord freddo e nebbioso si deve tenere il riscaldamento acceso per 8 mesi e per 14 ore al giorno.
Quindi sembrerebbe giusto che , in qualche modo, il datore di lavoro i possa pagare di più colui che percepisce un salario.
La prima osservazione è quella di carattere economico-politico: in un sistema liberale-capitalistico queste faccende sono risolte con la libera contrattazione fra le parti, che é un sistema che funziona bene e la riprova sono i salari del nord che sono più alti di quelli del sud, ad esclusione di quelli erogati dallo stato centrale.
E questo é un altro punto: se si stabilisse che in una certa zona si debbano avere salari più alti non si vede perchè i dipendenti pubblici della zona non debbano anche loro essere pagati di più essendo la misura non legata alla produttività ma al potere d'acquisto. E, ovviamente, anche le pensioni dovrebbero essere aumentate in alcune zone più costose.
Anche perché, applicare questa regola al settore privato comporta che, ad esempio, un supermercato dovrebbe aumentare i prezzi per poter pagare di più i propri dipendenti con la conseguenza che nella zona i salariati pubblici e i pensionati avrebbero ancora minore potere d'acquisto.
Una soluzione, almeno per i dipendenti pubblici, sarebbe di passarli in massa alle regioni, ma a questo punto l'aumento degli stipendi pubblici comporterebbe un aumento di tasse con l'effetto che l'intera economia di quella regione più costosa diventerebbe più cara e quindi meno competitiva.
Resterebbe il problema delle pensioni, non ignorabile perché sono una parte consistente dell'elettorato.
Insomma, un classico caso di effetti collaterali, non voluti, che invece di risolvere il problema salari non adeguati, lo peggiorerebbero e di molto mentre chi ne avrebbe vantaggi sarebbero le zone meno care che, avendo salari e tasse più bassi, diventerebbero più competitivi.
Autore: cannedcat
Auto di plastica
6 ore fermi in officina perche'
La banca perfetta
Quali qualità deve avere la banca cui affidiamo i nostri soldi e i nostri investimenti?
Visto che è difficile capire – anche per i tecnici – i dati contabili su carta patinata, non resta che affidarsi ad una lista di qualità che deve avere un qualsiasi partner commerciale e forse anche la persona con cui si divide il letto e il desco:
– onestà
– integrità
– affidabilità
– credibilità
– visione strategica
– attenzione ai dettagli
– comprensione
– flessibiltà
– tatto
– pazienza
– sensibilità
– continuità
– tolleranza
– e .. un po' di buon umore.
Mezzogiorno di fuoco
Ogni governo, liberale o assolutistia che sia, è ostaggio della tecnostruttura e la storia ha dimostrato che un sistema decade quando le strutture di supporto, cioè coloro che agiscono per conto del governo, decidono di non avere più convenienza a collaborare.
La disfida fra la gente di SB sui fondi per il Mezzogiorno è in verità uno scontro fra due tecnostrutture che si contendono rabbiosamente lo stesso osso: i fondi europei, oggi l'unico capitale disponibile – vista la gravissima crisi bancaria – sia per gli imprenditori del sud ma anche per quelli del centro e del nord i cui superdebiti ostacolano ogni nuova immissione di capitale di rischio, anche se ci fosse, cosa che non è.
La tecnostruttura meridionale non ha più denari per creare occupazione, cosa che mette in pericolo la sua stessa esistenza, e perciò preme sulla politica per riavere i fondi scippati. Quella del centro-nord non ha altre opzioni per sopravvivere e la prova è l'agevolazione per il rientro di capitali, per chi li ha, condizione che non riguarda tutte le imprese per cui per la tecnostruttura del centro-nord è vitale impadronirsi dei fondi europei.
Siccome la coperta è piccola, qualcuno rimarrà al freddo e al gelo, condizione necessaria e sufficiente per la rivolta della tecnostruttura perdente.
Gli orbi del G8
Quando la BCE faceva andare alle stelle i tassi scrissi che sembrava che l’economia fosse guidata da cecati che si tiravano dietro altri cecati, con tutte le conseguenze immaginabili: un bel tonfo, a faccia in giù nella merda, dove siamo adesso.
Oggi, con il G8 alla porte, mi sembra che lo scenario sia lo stesso, a livello planetario, e anche Biden, vice di Obama, lo va dicendo in giro che nessuno sa che pesci prendere e cosa fare.
Il sistema economico, semplicemente, se ne va per fatti suoi e, prima che i caporioni del G8 e quelli delle autorità sovranazionali (BCE, FMI, UE, ONU etc.) possano metterci rimedi, l’economia avrà cambiato direzione tante di quelle volte da rendersi ancora più oscura a questi potentissimi capi di stato, assolutamente impotenti di fronte a qualcosa che non comprendono e che non possono perciò guidare.
Sono come degli australopitechi finiti nella cabina di un 737: non sanno dove sono, a che servono i pulsanti, non capiscono gli strumenti e non sanno che per volare bisogna capire di essere parti di un sistema complesso, delicato e interconnesso.