Alta Velocità

Ieri mattina, verso le 10:00, ho spedito da Milano un libro per il tramite delle Poste Italiane, e, nonostante un venerdì e un sabato santo per lo mezzo, il libro è arrivato oggi a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, a 718 km di distanza.

Tenuto conto che mia figlia non riesce da tre giorni ad avere il servizio WAP da MTV, e non puo’ ricevere le posta elettronica, forse è il caso che l’Italia si accontenti del buon funzionamento della posta normale e a ogni velleità di essere un paese moderno.

Accontentiamoci di quello che passa il convento.

Roba nostra

Ho visto abbastanza catastrofi italiche da averci fatto il callo sulle polemiche relative a quello che si poteva fare e non si è fatto per non trovarci tanti morti, che poi è l’unica cosa che conta. Le cose si ricostruiscono, le vite umane no!

Ed é ridicola pure la conta dei morti per cui sembra che si tiri un sospiro di sollievo se invece di 1.000 morti ce ne sono solo 274.

Ma la cosa più stupida è affermare che se si fosse intervenuto prima sulle strutture…..bla, bla, bla
Si dimentica che da noi la maggior parte di quello che viene distrutto era antico o vecchio, e quindi non pensato per la catastrofe, o è volutamente costruito dove non doveva stare.

Certo qualcuno poteva impedire di costruire su un terreno franoso o sotto a un vulcano, abitare una casa del 600 fatta di pietra e malta o costruire il centro elettronico di una banca vicino vicino a un fiume, ma ve l’immaginate un sindaco che nega la licenza al paesano che lo ricatta con l’arma del voto, (se va bene!), per non parlare delle faide (anche sanguinose) che scoppiano perchè far rispettare una legge viene visto come una prevaricazione dello Stato Caino sul diritto assoluto di disporre della propria robbba senza alcun vincolo?

Purtroppo la natura non guarda ai titoli di proprietà e ogni tanto ci ricorda con ferocia che è lei, Gea, la padrona di tutto, dal centro del pianeta fino alla troposfera, e che noi umani siamo per lei più insignificanti di un brulicante formicaio in un angolo del giardino.

Paperfull

Tutti parlano oggi di smaterializzazione, cioé l’avverarsi di un mondo paper-less, senza carta, senza caterve di documenti che dobbiamo produrre sopratutto per avere qualcosa dalla P.A.
Una struttura che divora carta anche se conosce gia’ tutto su di noi.

Qualche politico efficientista ci ha promesso che nel 2012 i medici di famiglia spediranni i certificati malattia in forma elettronica

Aspettiamo speranzosi ma senza alcuna fiducia perchè potrà accadere che le buone intenzioni finiranno contro il muro della burocrazia naif, quella che viene creata ad libitum dalle migliaia di strutture pubbliche, semi-pubbliche e para-pubbliche che infestano il paese

Un esempio di ieri:

ATM Point di Milano piazza Duomo

Devo chiedere una certificazione per l’abbonamento di mia figlia per metterlo in detrazione dal 730

Da vecchio informatico credevo che bastasse dare la tessera elettronica e una macchina mi sfornava la documentazione.

Troppo moderno!

Per avere il certificato, un pezzo di carta, devo compilare un modulo!

Immagino che ci sarà una ragione per lo spreco di un foglio di carta che, siccome penso verrà archiviato (altrimenti perché compilarlo?), richiederá anche scaffali, locali e archivisti… e per quanti anni?

E quanto costa tutto questo moltiplicato per i milioni di abbonati agli autobus?

Non sarebbe più economico non far pagare l’abbonamento, almeno agli studenti, visto che il 60% del costo del servizio lo paga lo stato?

Troppo semplice e sopratutto eliminerebbe un po’ di burocrazia, che non è un’esigenza primaria della politica.

Paradisi perduti

Molte persone di bocca buona saranno state abbastanza contente del fatto che i governi abbiano deciso una dura azione contro i paradisi fiscali; in fondo fa piacere che si vada a caccia di evasori e delinquenti che parcheggiano i loro capitali in certe amene isolette tropicali dove nessuno, ma proprio nessuno, chiede conto sulla natura di milioni di euro, sterline o dollari che vanno a prendere il sole dei Caraibi.

Le brava gente pensa che finalmente si fa un po’ di giustizia e che anche il fetentone con i miliardoni occultati verrà cacciato dal paradiso finanziario e/o fiscale.

E bravi quei governanti duri…..ma non puri… perchè forse questa mossa nasconde, come al solito, trattandosi di politicume, un interesse personale.

Infatti nei paradisi fiscali ci sono certamente i soldi dei delinquenti, sicuramente anche quelli di imprenditori di successo ma con scarsa sensibilità etica e sociale, ma forse ci sono anche i soldi dei politici mariuoli, quelli che scalano il potere per migliorare di molto il loro tenore di vita.

Ma perchè i politici mariuoli dovrebbero andare a scoprire gli altarini rischiando di darsi una bella martellata sulle dita?

La ragione è nel fatto che i banchieri dei paradisi fiscali potrebbero essere stati tentati di scaricare le perdite, dovute alla crisi finanziaria, sui conti dei loro depositanti che, per una ragione o per l’altra non è che possono fare tante storie.

Se uno ha depositato, in segreto, parecchi milioni sottraendoli al fisco, non è che poi può chiedere a un magistrato di farsi ridare i suoi soldi: praticamente è prigioniero del silenzio che lui stesso ha comprato portando i soldi in quello che credeva un Eden dorato, redditizio e onesto.

Ovviamente i banchieri, che non sono fessi, non fanno questo giochino con tutti, certamente non si mettono a dire fesserie a un boss della droga abituato a saldare i conti con una 38 special, e nemmeno cercano di fottere altri banchieri o grandi milionari, che magari sono padroni di altre banche, semplicemente se la prendono con chi non si può difendere: il piccolo evasore e anche quei politici che avevano creduto di mettere al sicuro dai magistrati i soldi delle loro ruberie.

Il politico ladro praticamente non si può difendere e certamente non può, come la signora Tatcher, attaccare un’isoletta tropicale solo perchè gli hanno fottuto i soldi. E allora che t’inventa? Un bel accordo mondiale per mettere fine ai paradisi fiscali.

Così i banchieri capiscono che, mentre i boss sparano, i politici mariuoli, cioè un altro genere di delinquenti, possono usare la forza delle leggi per riprendersi la loro parte del bottino.

O forse qualcuno credeva che il politicume bianco, giallo o nero che sia, fosse tutto preso a salvare la ricchezza di noi tutti?

Prima viene la loro, poi, se rimane qualcosa…