Tutti gli scenari ci dicono che quello dell’energia, a meno di qualche coniglio estratto dal cappello di un qualche genio, è un problema senza soluzione.
Qualsiasi risorsa energetica è destinata ad esaurirsi, è troppo costosa da gestire o è impraticabile come lo è la folle idea che carburante derivato da prodotti agricoli, sufficiente per le attuali e future esigenze, possa essere prodotto su questo pianeta. Infatti, fatti quattro conti della serva, si è visto che ci servirebbe un altro pianeta Terra da mettere a cultura per produrre bioetanolo o biodiesel.
Quello che è strano in questi discorsi, ed anche in quelli che riguardano l’inquinamento, è che nessuno parla mai della causa scatenante la penuria di energia, il rarefarsi delle materie prime e dell’effetto serra.
Nessuno che dica una verità incontrovertibile: il pianeta Terra è sovrappopolato e ne occorrebbe già un altro mezzo in più per dar da vivere agli umani che lo abitano oggi.
Anzi, invece di convincere gli abitanti del sud del mondo a non affollare il nord del pianeta, già troppo sovraffollato, si fa a gara a chi intruppa ancora più gente in Europa dove i posti a sedere sono già esauriti da un pezzo, così come sono terminati gli strapuntini ed i posti in piedi.
Ma nessuno se ne vuole accorgere: chi vende case vuole altri abitanti, chi mette su supermercati vuole altri clienti, chi produce case e prodotti per i supermercati vuole altra gente che costruisca case e che raccolga pomodori e fragole da vendere nei supermercati.
Finchè, un bel giorno, qualcuno, schiacciando l’interruttore, si accorgerà che la luce non arriva più.


L’anziana mamma di un amico si preoccupava del poter finire seppellita nel cimitero della sua città. Un grande cimitero affollato, triste e caotico come può essere solo un cimitero di una metropoli. E perciò aveva pregato i suoi figli di seppellirla in quello di Vico Equense, sulla costiera sorrentina, perchè almeno di là si poteva godere del panorama del golfo di Napoli, con il Vesuvio da un lato e Capri immersa nel mare.
