La macchina delle bolle

Questa di Matt Taibbi è la più bella, precisa e concisa descrizione di come funziona la macchina che produce le bolle finanziarie.

The basic scam in the Internet Age is pretty easy even for the financially illiterate to grasp.

Companies that weren’t much more than pot-fueled ideas scrawled on napkins by up-too-late bong-smokers were taken public via IPOs, hyped in the media and sold to the public for megamillions.

It was as if banks were wrapping ribbons around watermelons, tossing them out 50-story windows and opening the phones for bids.

In this game you were a winner only if you took your money out before the melon hit the pavement.

Chiacchiere e musi lunghi

Anche il G8 dei ministri finanziari, in quel di Lecce, è andato, con il suo mare di chiacchiere ufficiali consolotarie per il volgo dei giornalisti di bocca buona e quelle molto più seriose dei colloqui riservatatissimi e, da tutto questo è difficile, come il solito, farsi un’idea di dove va l’economia.

Ma bastava guardare la faccia del ministro del Tesoro americano per rendersi conto che mala tempora currunt e chissà per quanto tempo correranno ancora.

Perciò, dati i musi lunghi dei ministri del Tesoro, è d’uopo: tenersi liquidi, stare lontani da immobili, borse, bond e titoli di stato (anche AAA), ridurre i debiti, investire in comunicazione, PR, formazione e innovazione e, sopratutto, attendere pazientemente, e con i soldi in bocca, che i concorrenti spariscano dalla scena.

Non è momento per i troppo buoni!

Pubblicità e Internet: non funziona

Internet è sotto attacco!

Il politicume in giro per il mondo sta attaccando la libertà della Internet, (che io chiamerò I, e basta).
 
Fosse il Partito Comunista Cinese, molto attento a chiudere ogni bocca (anche con un colpo alla nuca) perché non è facile tenere a bada un miliardo e quattrocentomila persone, senza dargli molto, mentre i dirigenti vivono nello sfarzo e nella crapula della Città Proibita, circondati da lacchè e concubine.
 
Fosse la pruderie di Sarko, cui dispiace vedere le dolci tettine di Carlà pubblicamente esposte sulla piazza virtuale, invece che for his eyes only.
 
E fossero i nostri politicastri, sia a sx che dx, che non vedono l'ora di spegnere anche l'unico mezzo di comunicazione che non controllano attraverso amichetti/e con tessera di giornalisti.
 
Fatica abbastanza inutile perché, almeno come la conosciamo, I sta per spegnersi per anoressia, e a soli 15 anni di età.
 
Infatti, il modello di business di tanti siti web – contenuti gratis pagati direttamente o indirettamente dalla pubblicità – non funziona più, tant'è vero che c'è un declino nei budget pubblicitari, che negli USA è già molto evidente, che si manifesterà anche in Europa e che non dipende dalla crisi, ma dal fatto che la pubblicità su I non funziona! Punto!.
 
Veramente la pubblicità non funziona più da nessuna parte! Punto!  
 
Non funziona sui giornali  e non funziona in TV, e per tre motivi.
 
1)       la gente non crede più alla pubblicità (perché sono consigli per gli acquisti prezzolati)
2)       la gente non vuole vedere la pubblicità  (infatti fa zapping, e i pubblicitari sincronizzano le trasmissioni per costringerci a vederle, ma noi ne approfittiamo per andare a bere o fare il contrario.)
3)       la gente non ha bisogno della pubblicità (perché ha altre fonti di informazioni più credibili, fra cui anche I )
 
I pubblicitari però accusano gli altri mezzi (I, iPhone, iPod, PS2, WII) come colpevoli di distrarre il pubblico, e allora cercano di mettere la pubblicità in questi nuovi mezzi….,ma nemmeno funziona!
 
Perché? Perché il problema non è il mezzo, il problema è il messaggio, che non è credibile, non è voluto, non è necessario.
 
E, siccome buona parte del web allatta dalla pubblicità, molti siti chiuderanno perché non esiste un altro modello per far pagare i contenuti, a meno che non si tratti di contenuti ad alto valore aggiunto (ma quali? E come si gestiscono i micropagamenti?)
 
Sarà perciò molto interessante vedere come andrà a finire, perchè, come si dice in America, non esistono pasti gratis, e qualcuno i conti di I dovrà pure pagarli!

Microbi arroganti

La massa della Terra è di kg 5,977 x 10^27 mentre quella complessiva degli umani viventi è di 40 miliardi di kg e basterebbe questo per capire quanto insignificante sia l’umanità di fronte al pianeta di cui è ospite, forse solo per caso, ma sicuramente solo per poco visto che, sia come singoli individi sia come specie, comunqe si è destinati a sparire e non sarà certo il migliore ecologismo applicato a procurare aria, acqua, cibo e materie prime a una massa di umani (e ai loro animali) pletorica e crescente, così come non sarà la manipolazione genetica che ci farà vivere in eterno.

Prima o poi la Terra si scrollerà di dosso noi insignificanti microbi arroganti incapaci di costruire case che un terremoto non possa abbattere come castelli di carte o come quelli di sabbia che un’onda di piena di un fiume incazzato non possa spazzare dalla riva stuprata da argini inermi.

Su quelle sponde vedremo frignare stupiti adulti bambini cui è stato distrutto il sogno di aver costruito qualcosa di eterno da lasiare in eredità ad altri poveri illusi come l’Inca arrogante, con le sue pretenziose piramidi, o l’Atene orgogliosa con i suoi templi svettanti oggi macerie, belle ma pur sempre macerie.

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