Il countdown delle illusioni

Oggi 20 gennaio 2009 è iniziato il conto alla rovescia delle illusioni di crede che il nuovo presidente degli USA, per il solo fatto di essere una singolarità storica, abbia una bacchetta magica per risolvere i problemi di tutti noi, quanto al più, essendo prima americano, poi membro dell’establishment uscito da un’università della Ivy League e poi nero, Barack Obama avrà come primo (ed unico) obiettivo di risolvere i problemi americani, anche se questo significherà aggravare i problemi degli altri.

E siamo solo all’economia, ma la vera disillusione l’avranno tutte quelle anime candide, amanti della pace nel mondo, che credono che Obama sia un pacifista, e che rimarranno stupite e scioccate quando, in qualche modo, spezzerà con la forza gli artigli nucleari dell’Iran e poi mano mano di tutti gli altri vasi di coccio in giro per il mondo.

Succhiasoldi

Molti lamentosi italici pensano di vivere in uno stato vampiro la cui attività primaria è trovare anche il più piccolo capillare per succhiare soldi ai quei poverini che non sono ancora potuti emigrare.

Ma siccome il vampirismo è contagioso, anche le aziende private s’industriano su come spillare denari, goccia e goccia, che, con un effetto Coda Lunga, alla fine fanno diversi milioni di euro.

A giugno 2008 un amico ha fittato un’auto da un’importante società di noleggio e a novembre si è trovato altri 48 euro addebitati, ovviamente, senza nessuna spiegazione.

Dopo lunghe attese, ascoltando melense musichine, il call center gli spiega che i 48 euro sono dovuti per una multa e il mio amico si mette l’animo in pace perchè è un buon cittadino.

Il 12 gennaio gli viene notificato un atto giudiziario dalla Polizia Municipale del comune dove aveva beccato la famosa multa.

Pazienza, pensa, si tratta della multa già pagata per suo conto dalla società di noleggio auto.

Ma forse è meglio informarsi, e il gentile vigile gli dice che: 1) la multa non risulta pagata, 2) che non è di 48€ ma di 79€.

A questo punto richiama la società di noleggio e scopre l’arcano:

gli avevano addebitato 48 euro per (le loro) spese amministrative per aver dovuto comunicare alla polizia municipale generalità e indirizzo del conducente.

Ben 48 euro, cioè 96.940,96 Lire, per fare una telefonata o, al più una raccomandata, sono un ottimo sistema per arrotondare le entrate e migliorare i bilanci.

Verità contabile

In un post dedicato a Luca Pacioli consideravo l’impossibilità di conoscere la realtà contabile di un’azienda atteso che tutto non è che una registrazione magnetica, fatta nello stesso disco di un unico sistema informatico, che non è il massimo dell’affidabilità dei dati.

Dall’India ci giunge notizia che una grande azienda informatica, la Satyan, in sanscrito “Verità”, praticamente per anni ha avuto libri contabili falsi.

Detta così, qualcuno s’immagina libroni rilegati, e con il timbro notarile, che siano stati artefatti con la scolorina, ma pochi si rendono conto che tutto questo è reso banale dall’informatica che ha reso tutto del tutto incerto.

La verità contabile, come quella di Rashmon, è ormai inafferabile, evanescente e a completa discrezione di chi scrive qualcosa su un disco seguendo solo i suoi interessi.

Ma questo non sarebbe un problema se la gente avesse una buona dose di diffidenza.

Invece vediamo ancora gente che a frotte, a greggi e a mandrie va a investire sui titoli privati o pubblici senza una sola certezza di cosa quei pezzi di carta veramente rappresentino.

E poi si dice che non c’è più fiducia. Forse ce n’è pure troppa!

Fantascienza e realtà

Ho avuto uno scambio d’idee con due giovani, una su Facebook, l’altra al telefono, su dove sia meglio emigrare.
Guardando alle previsioni dell’Economist i posti migliori potrebbero essere: Nuova Zelanda, Canadà e Brasile.
Aggiungo gli USA che, al di là della crisi attuale, restano un posto dove chi ha idee ha molte possibilità di realizzarle.
Le ragioni sono tante. Un spazio commerciale unico di 300 milioni di consumatori, disponibilità di capitale di rischio ma, e sopratutto, l’idea che il progresso (e i buoni guadagni) si ottengono dall’innovazione, il che significa, in pratica, ascoltare quelli che ti propongono anche le cose più strane e, al momento, forse ritenute folli, assurde e irrealizzabili.
L’idea del raggio della morte è cosa vecchia e già Flash Gordon ne aveva qualcuno nel suo armamentario e, dalle nostre parti, se qualcuno chiedesse del denaro per progettarne uno, come minimo, verrebbe ascoltato con sorrisetti melliflui da un decisore dalla panza piena che l’unica cosa che vuole è chiudere la conversazione con “il solito stronzo che mi fa perdere tempo” sottratto alla Gazzetta dello Sport e alle importanti notizie sul foruncolo uscito sul culo di Totti o di Del Piero.
Negli USA la DARPA, l’agenzia per le ricerche a scopi militari, quella che ha finanziato la nascita di Internet, normalmente finanzia progetti fantascientifici come il laser Firestrike , già in commercio, che abbatte i missili balistici in volo.
Questo laser è installabile a terra o in su un C-130 e la DARPA ne ha finanziato una versione più piccola con 21 milioni di dollari.
Ma non è solo il settore militare ad avere quest’atteggiamento aperto all’innovazione.
Procter & Gamble ha un sito dedicato all’innovazione dove chiunque può sottoporre un’idea (brevettata o in qualche modo protetta) perchè venga esaminata.
Nel messaggio di Capodanno Napolitano si è augurato che l’ambiente e l’energia possano far nascere nuove iniziative, e conseguenti nuovi posti di lavoro, per superare la crisi.
Ma abbiamo la testa e la cultura per ascoltare gli innovatori?
Non credo! E consiglio vivamente i giovani (e non) di emigrare.