Fare l’università in EU

Gratis o a basso costo

Settembre, è ora di cominciare l’università.
Ma dove è meglio iscriversi?
Alcuni hanno l’università sotto casa.
Altri devono o vogliono spostarsi.

Ma quando ci si deve spostare, anche considerando il futuro della nostra economia (ormai ferma), forse è meglio ragionarci sopra, e forse è meglio andare all’estero, saltando l’Italia, e andare in una uni europea gratuita o a basso costo.

Ovviamente, si devono considerare costo della vita locale e lingua.

Questo elenco è fatto per i settori che hanno prospettive

  1. Energie rinnovabili ed efficienza energetica
    Paesi: Germania, Svezia, Paesi Bassi, Danimarca
  • Università pubbliche consigliate:
    o TU Munich (Germania) – Ingegneria ambientale, energetica
    o KTH Royal Institute of Technology (Svezia) – Energy and Sustainable Development
    o TU Delft (Paesi Bassi) – Tecnologie verdi, energia solare ed eolica
  • Costo: quasi gratuito in Germania e Svezia per EU; tasse moderate nei Paesi Bassi
  1. Assistenza sanitaria e sociale (anziani, disabili, comunità)
    Paesi: Finlandia, Germania, Italia (alcune sedi)
  • Università pubbliche consigliate:
    o University of Eastern Finland – Health and Social Management
    o Università di Bologna / Padova – Scienze infermieristiche, Servizio sociale
    o Charité Berlin (via Humboldt/Free University) – Nursing Science, Public Health
  • Costo: gratuito o molto basso (fino a 1.000€/anno)
  1. Psicologia, neuroscienze, coaching
    Paesi: Austria, Spagna, Italia
  • Università pubbliche consigliate:
    o Università di Vienna – Psicologia clinica, neuropsicologia
    o Università Autonoma di Madrid – Psicologia cognitiva, evolutiva
    o Sapienza di Roma / Università di Padova – tra le migliori in psicologia
  • Costo: spesso sotto i 500€/anno, e molti corsi in inglese o bilingue
  1. Veterinaria e servizi per animali
    Paesi: Spagna, Francia, Italia
  • Università pubbliche consigliate:
    o UAB – Universitat Autònoma de Barcelona
    o Université de Toulouse / Nantes
    o Università di Bologna / Napoli Federico II
  • Costo: 500–1000€/anno; esistono borse per EU students
  1. Informatica, AI, cybersecurity, digitalizzazione
    Paesi: Germania, Finlandia, Francia, Estonia
  • Università pubbliche consigliate:
    o Aalto University (Finlandia) – Computer Science, AI
    o Saarland University (Germania) – AI, ML, Cybersecurity
    o University of Tartu (Estonia) – Informatica e e-Government
    o Sorbonne Université – Informatica e data science
  • Costo: quasi gratis in Finlandia e Germania, moderato in Francia
  1. Economia sostenibile, imprenditoria sociale, ESG
    Paesi: Paesi Nordici, Olanda, Italia (Trento, Bologna)
  • Università pubbliche consigliate:
    o Lund University (Svezia) – Sustainable Business & Leadership
    o University of Amsterdam (UvA) – Business & Society
    o Università di Trento / Bologna – Economia dell’ambiente, economia circolare
  1. Manifattura avanzata, design industriale, artigianato 4.0
    Paesi: Italia, Germania, Austria
  • Università pubbliche consigliate:
    o Politecnico di Milano / Torino – Design del prodotto, ingegneria gestionale
    o TU Wien (Vienna) – Industrial Engineering
    o RWTH Aachen – Meccanica e automazione
  • Costo: tra i più bassi in Europa
  1. Marketing digitale, branding, contenuti, comunicazione
    Paesi: Spagna, Francia, Italia
  • Università pubbliche consigliate:
    o Università Autonoma di Barcellona – Comunicazione, marketing
    o Université Paris 8 – Media e nuovi linguaggi
    o Università di Milano / Roma Tre – Marketing e comunicazione pubblicitaria
  • Costo: economico, con corsi bilingue o in inglese

Equivoco EU

Feriti dai gas nella prima guerra mondiale

L’Unione Europea nacque per evitare che gli europei continuassero a scannarsi come avevano fatto per millenni.

Poi questo sistema di sicurezza qualcuno ha voluto ampliarlo in progetto economico che, tecnicamente, è un assurdo.

Togliere le barriere fra diverse economie è come aprire le valvole di un circuito idraulico in pendenza: alla fine tutto il liquido va da una sola parte, cioè le economie più efficienti diventano più forti lasciando quelle meno efficienti con le sole. attività specialistiche o locali che però non potranno sostenere tutta la popolazione che c’era prima dell’unione economica.

Un sistema che si aggrava continuamente perché le aziende dei paesi meno efficienti dovranno chiudere, aumenta la disoccupazione, cresce l’emigrazione, lo stato incassa meno tasse e deve ridurre il welfare, in una spirale di immiserimento continuo.

Si può uscire da questa caduta?

Si, se si costruisce un welfare europeo per continuare a dare servizi ai più deboli, che però non potrà evitare l’emigrazione interna e fuori della EU.

Ma non si farà, perché nessuna zona ricca vorrà ridurre il suo reddito per aiutare i fratelli europei meno fortunati.

Quindi la EU è destinata al fallimento, un fallimento che sarà così grande che non ci saranno neppure i soldi per scannarsi.