2012 odissea nel bollo auto

Comprata un’auto a febbraio 2011 da un concessionario, mi viene detto che, ovviamente, bisogna pagare il bollo, e diligintemente vado da una concessionaria autorizzata alla riscossione della tassa auto, ma mi viene detto che i periodi intermedi loro non li gestiscono e che devo rivolgermi all’ACI.

Presi due mezzi e mezza giornata, effettivamente all’ACI mi fanno pagare il bollo.

Ovviamente, risolto con l’andata fisica all’ACI l problema del periodo intermedio, cerco di pagare il bollo del 2012 online, perchè credevo di vivere in una nazione moderna e per di più a Milano, capoluogo della Lombardia, tra l’altro destinataria dei soldi del bollo auto.

Perciò vado su internet dove sul sito dell’ACI, alla pagina http://www.aci.it/?id=891 , ci sono varie opzioni per pagare senza doversi fisicamente spostare, fra cui quella di servirsi del servizio www.bollonet.it che, oltre che essere criptico e richiedere dati inutili, e dopo molti tentativi infruttuosi, capisco che proprio non è adatto a pagare il bollo.

Allora telefono al numero verde, dove una gentile, cortese ed efficiente operatrice catanese mi dice che c’è un altro sito (però non citato dalle pagine dell’ACI), il sito www.tributi.lombardia.it dove invece le cose funzionano, perchè lei, sempre diligente e cortese, ha provato a mettere la targa (solo la targa!) e magicamente il sistema ha fornito importi da pagare e anche l’opzione di pagare online, che però non funziona, perchè il sistema bancario che deve eseguire la transazione rifiuta il pagamento e senza dare spiegazioni.

Cambio carta. Magari qualla gli piace. Ma la VISA chiede dei dati di sicurezza con un altro pannello criptico che inspiegabilmente m’impedisce di andare avanti.

Allora mi ricordo che la pagina http://www.aci.it/?id=891 dice che si si può pagare tramite telefono, dove qualche volta ho pagato anche il canone RAI, ma dopo la solita attesa, l’operatrice mi dice che deve chiedere se si può pagare il bollo via telefono, riferendomi poi una risposta negativa: perciò l’ACI dice una cosa non vera, o forse solo obsoleta, che nessuno però ha provveduto a cambiare sul sito web.

Risultato dell’odissea di un cittadino italico che vuole pagare una tassa nel 2012?

Andare alla posta. Come nel 1861.

Moooooooonti!

iPad e i giornali

Complici vacanze e un iPad sotto mano, ho voluto vedere come i quotidiani nazionali ed esteri utilizzano il nuovo strumento, sopratutto come usabilità e fruibilità.

In pratica per i nostri quotidiani é un disastro: solo il Corriere supera la sufficienza, gli altri sono cose molto abborracciate, tanto per fare e senza alcun idea di cosa sia veramente un tablet.

Quelli stranieri vanno un po’ meglio: veloci, ricchi di funzioni, usabili, i migliori quelli americani, da migliorare gli europei.

In definitiva, su una scala da 1 a 10, questa la mia classifica.

Italici:
– Corriere: 6
– Repubblica: 4
– Sole24ore: 5
– Il Mattino: 2
– Il Messaggero: 2
– Secolo XIX: 3

Forestieri:
– WSJ: 8
– FT: 9
– NYT: 8
– Los Angeles Times: 8
– Le Monde: 7
– Le Figaro: 6
– El Pais: 6
– Frankfurter All.: 5
– London Times: 5
– Guardian: 6

Il passo del gambero

Secondo il divulgatore imperiale della RAI TV, 30 anni fa, cioé nell’anno di grazia 1981, non c’erano ancora i computer.

Cosa che fa il paio con l’affermazione, fatta in un Social Network da una delle Grandi Firme del giornalismo italico, secondo cui Steve Jobs avrebbe inventato il computer (nel 76, tra l’altro).

Ora, se divulgatori e commentatori italici sparano di queste crasse fesserie, non c’é da meravigliarsi se l’Italia sia passata dal passo romano mussoliano a quello del gambero che, com’é noto, va sempre all’indietro.

Nella foto, nel 1971 al lavoro su un computer IBM 360.

Cose che Draghi potrebbe fare e non farà

1) Portare i tassi allo 0,25% fino al 2017
2) Acquistare i mutui dalle banche
3) Acquistare i crediti al consumo
4) Fissare i tassi di mutui e prestiti al 2%
5) Istituire la Centrale Rischi EU obbligatoria
6) Istituire la Vigilanza EU sulle banche
7) Vietare le partecipazioni non bancarie nelle banche
8) Vietare alle banche di entrare nel capitale di qualsiasi tipo di azienda
9) Obbligare le banche a vendere tutte le partecipazioni non bancarie

Chi è causa del suo mal…

…pianga se stessa, anche se a piangere saranno anche milioni di europei. Questo dovremmo dire ad Angelina Merkel che oggi dichiara che l’economia tedesca sta attraversando il peggior momento dopo la seconda guerra mondiale, un momento difficile per l’euro, “molto di più di una moneta, il simbolo di mezzo secolo di pace, di libertà e di benessere sociale”, ha detto la capo del governo tedesco. Secondo cui, nella condizione in cui siamo. “Se l’Europa va male, la Germania va male. Abbiamo bisogno dell’Europa, perchè la Germania vada bene“.


Purtroppo a lanciare questo monito terribile, forse foriero di nuove guerre in Europa, è la stessa signora Angelina Merkel, quella che ha accettato, e senza fiatare, i diktat della BuBa quando ordinava al pavido, vanesio, smidollato Trichet (e alla sua corte di Bini Smaghi & C.) di non fare una politica monetaria espansiva. Anzi! Di alzare i tassi, anche in piena tempesta, e anche quando personaggi come Krugman, già nel 2010, dicevano che la BCE doveva fare una politica espansiva.

Ma i tedeschi sono così: finché non vedono le macerie non si convincono di non essere nel giusto.