Autore: cannedcat
Put the blame on…
Put the blame on mame, boys, canta Rita Hayworth, forse la più bella donna apparsa nel cinema e fuori. Date la colpa a me, ma chi potrebbe mai incolpare una come Gilda, e rimaniamo sconvolti quando Glenn Ford la schiaffeggia, inorriditi quasi come quando abbiamo visto Janet Leigh massacrata da quello psicopatico di Norman Bates.
Ma se guardiamo allo stato della finanza mondiale a chi dobbiamo dare la colpa? Chi deve cantare put the blame on me?
Una colpevole c’è, non ha niente di Rita Hayworth, anzi è sempre stata una cozza, un mezzo scorfano, ma ha saputo capitalizzare l’amicizia delle compagnucce di college diventanto una first lady USA anche se in effetti, avendo per marito un puttaniere bugiardo e assatanato, per otto anni il vero presidente degli Stati Uniti è stata lei, Hillary Clinton.
Una che, non essendo solo assatanata di potere ma anche di denaro, ha fatto smontare il sistema che impediva alle banche di fare le porcherie tali, e cosi complicate, che alla fine nessuno riesce più a venirne a capo e purtroppo nè Barbara Bush madre e neppure Michelle Obama hanno ordinato ai loro congiunti presidenti di utilizzare il potere come Alessandro il Grande: un solo deciso e decisvo colpo di spada per far sparire l’immondizia finanziara i cui liquami stanno distruggendo l’occidentale.
Prima o poi Obama se ne andrà, non ha combinato molto, è solo chiacchiere e distintivo, e al suo posto verrà candidata Hillary Clinton, che nel frattempo si è preoccupata di accasare la figlia molto bene; potrebbe anche vincere, i Repubblicani sono cotti, i Tea Party stanno sfasciando la destra e la Palin non è credibile, è stata usata giusto perché i Rep non volevano gestire una crisi e una guerra in corso, da combattere per molti anni ancora.
Rischiamo che l’Impero finisca in mano a questa specie di Maria Stuarda assatanata di potere e di voglia di stupire il mondo, e quello che ci scodellerá non sará niente di piacevole.
Ne abbiamo già avuta una cosi, la signora (si fa per dire) Meg Thatcher, una guerrafondaia a-sociale, i cui disastri stanno ancora producendo effetti nefasti.
Fondersi, cedere o crescere
In Italia ci sono oltre 90.000 aziende del settore Information & Communication Technology, ma è una parziale verità: altre aziende, non censite ufficialmente nel settore, agiscono in concorrenza con quelle del settore e anche fra di loro, creando un mercato opaco, caotico e poco renumerativo.
Agenzie di comunicazione, gente delle PR, società possedute da comuni, regioni, banche e istituzioni si contendono una platea di utenti troppo piccola per un tale numero di venditori.
E poi c’è la crisi dell’economia, che prima o poi vedrà una ripresa, ma lenta e non per tutti.
A questo punto è chiaro che molte imprese devono seriamente interrogarsi sul che fare, e questo assume tre possibilità: fondersi con qualcuno compatibile, cedere baracca e burattini (se valgono qualcosa), scegliere di crescere con una politica di acquisizioni e interventi di investitori che possano immettere capitali per poi approdare verso i mercati borsistici.
Non sono decisioni semplici, non possono essere gestite con il fai-da-te, hanno un grado di incertezza dato dalla valutazione, spesso non in linea con le aspettative della proprietà.
Quello che è però sicuro è che bisogna agire, e agire subito, prima che un’azienda si trovi in un mercato ancora più competitivo, vaso di coccio fra vasi di ferro.
Castelli di carta
Carmen Reinhart, economista, nel suo This time is different ci racconta otto secoli di follie finanziarie di cui quella scoppiata nel 2007, ma già in ebollizione nel 1994, è solo l’ultima, cui seguiranno, se non si prenderanno rimedi, altre crisi con effetti sempre più devastanti.
In parole povere la signora Reinhart ci dice che le banche mentono sapendo di mentire quando pubblicano bilanci dove si portano voci che non hanno nessun valore, come ipoteche su immobili che nessuno comprerà al prezzo di libro ma, al più, per un prezzo di realizzo… e se si trova il compratore!
Insomma, le banche sono ancora piene di carta senza valore, carta che vale meno della carta igienica, anche perchè questa carta non esiste, sono solo registrazioni in un computer di crediti virtuali creati su altri crediti virtuali, in un groviglio di cui i dirigenti delle banche hanno perso ogni controllo ed anche ogni possibilità di venirne a capo.
Infatti la signora Carmen prospetta una sola possibilità: che i governi mettano mano direttamente sulle banche, cioè le nazionalizzino, caccino a calci nel sedere (e speriamo senza liquidazioni milionarie) i dirigenti ciucci e presuntuosi, risanino i bilanci eliminando tutta l’immondizia finanziaria e le rimettano sul mercato risanate… che è poi una delle cose che dicevo già nel 2009 in questo post !!!
Quando la vigilanza dorme
Tre anni dopo la crisi, Bernanke ammette che la Federal Reserve, cioè lui, i suoi predecessori e i suoi colleghi banchieri centrali, sono stati lenti (un eufemismo per dire assenti e del tutto inerti) nell’individuare e gestire gli abusi nella concessione dei prestiti subprime, cui si devono aggiungere operazioni scandalose il cui unico scopo era di spennare i risparmiatori e i mutuatari arricchendo pure la receptionist supponente di una banca di malaffari.
Come avevo detto altre volte – e anche scritto nel mio L’Albero degli Zecchini – le crisi bancarie possono avvenire solo se le autorità di vigilanza non intervengono non appena si accorgono di comportamenti non in linea con le elementari regole di tecnica bancaria: tassi bassi per chi è molto affidabile, tassi proporzionali al rischio per tutti gli altri e nessuna partecipazione al capitale di rischio, attività che devono fare soggetti diversi dalle banche e principalmente il mercato e una borsa sana.
Bernake fa il mea culpa, ma a noi importa poco, non ci da nessuna soddisfazione, anche se s’impiccasse il latte è stato abbondantemente versato; quello che ci interessa è che siano ripristinate – e molto rafforzate – le regole resesi necessarie dopo il ’29, regole eliminate da una politica troppo di manica larga per non farci sospettare che il politicume abbuffino avesse interesse ad allentare i controlli.
Speriamo che la lezione sia servita, anche se ne dubito molto, altrimenti arrivederci alla prossima crisi!


