Paccomanzia

Secondo Tremonti forse non ci sarà una devastante crisi finanziaria e questo lo deduce dal fatto che il numero di lettere e pacchi spediti, in discesa nei mesi scorsi, si è stabilizzato.

Una volta, ansiose bocche andavano da madama di Tebe per chiedere a cuori e picche qualcosa del proprio futuro, altri si rivolgevano ai fondi di caffè, piuttosto che alla mano, al volo degli uccelli, all’astrologia e anche alla classica palla di vetro.

Oggi, nell’era dei computer, di sofisticati modelli econometrici, di leggi della termodinamica applicate alla borsa, abbiamo una nuova forma di divinazione: la paccomanzia.

E adesso sì che ci dobbiamo preoccupare!

La sindrome di Tara

Un bel libro per capire la psicologia americana è Privacy di William Faulkner, un pamphlet che difende il diritto, altamente interiorizzato fra gli statunitensi, di poter vivere in uno splendido isolamento, fisicamente palpabile guardando alla tipologia delle loro abitazioni, in gran parte casette di legno unifamiliari, isolate, prive di qualsiasi sistema di difesa passiva contro gli intrusi.

Dormire in una casa nel New Jersey, con le finestre senza imposte e scuri, con la porta che dà sul backyard sempre aperta, è una situazione strana per un europeo, sopratutto se abita da sempre in città dove abbiamo, come minimo, porta blindata, spioncino e spesso anche un portiere cerbero. Misure di sicurezza che sono l’estensione del vivere in grandi agglomerati, che non sono altro che il borgo medievale protetto dalle mura e dalle armi di chi era deputato a portarle.

Diverso è in America dove la difesa della proprietà e della vita (anche con le armi) è un diritto assoluto del cittadino, incorporato nella Costituzione come principio fondamentale.
Quindi, da un punto di vista sistemico, negli USA la difesa contro la delinquenza è basata su milioni di soggetti attivi, perchè armati, e questo permette misure molto lasche o nulle in termini di difesa passiva.

Purtroppo noi europei guardiamo da 80 anni i film americani e pensiamo di imitarli nei comportamenti esteriori, senza però avere delle basi culturali uguali (come la propensione a sparare), per cui certi scimmiottamenti sono a volte idioti e anche pericolosi.

L’idea di tante signore arricchite, supportate da mariti al guinzaglio, di poter mostrare la propria ricchezza con la villa nelle campagne lussureggianti di prati smeraldini o su di un promontorio cullato dallo sciabordio delle onde, si rivela spesso un’idea malsana perchè è ben chiaro alla criminalità predatoria che è facilissimo approfittare della pecora isolata, quella che sta fuori dall’ovile, che sarà pure affollato e puzzolente come sono le nostre città, ma tiene lontani i lupi grazie alle mura e al cane che con un occhio dorme e con uno fa la guardia.

Così, per imitare quella sciagurata di Rossella O’Hara e la sua mania per Tara, il villone in con scalone elicoidale di prammatica, molte sciurette passano dalle mani gentili delle sciampiste a quelle feroci dei rapinatori che sconciano messe in piega e calotte craniche.

Fate i buoni

Blaise Pascal, filosofo e matematico (ha inventato la prima macchina calcolatrice a soli 19 anni), un giorno decise di unire le due disciplice creando un concetto, la scommessa su Dio in cui ci fa ragionare sulla convenienza del credere o nel non credere a un entità suprema.

Il ragionamento di Pascal, in qualche modo anticipatore delle teorie di John Nash ci dice che, in termini puramente logico-matematici, ci conviene credere perchè il vantaggio è infinito.

Di conseguenza, tenuto conto che un po’ tutte le religioni strutturate si basano su precetti che impongono di non ledere il diritto degli altri alla ricerca della felicità, ne viene, come conseguenza, che è meglio fare i buoni, perchè in nessuna religione è previsto un premio per i cattivi, anzi, di solito, il castigo è qualcosa di terribile e sopratutto di eterno.

La mia personale considerazione sull’essere buoni o meno è più freudiana: ognuno sa nel suo profondo se quello che riuscito ad avere o ad essere è stato conquistato con onestamente o con la frode, la forza o la violenza e perciò è l’inconscio del reprobo che, prima o poi lo mette, in una condizione di auto-punizione, che non coinvolge solo la persona, ma anche i suoi figli.

Perciò, anche se non si vogliono seguire i ragionamenti di Pascal, teniamo conto che il censore interno alla fine ci punisce sempre, o con le malattie o facendoci commettere errori esiziali.

Meglio essere buoni perchè spesso la punizione arriva in questa vita.

Gatto di stato

Se qualcuno fosse curioso di sapere che fanno i deputati italici al parlamento UE (al modico stipendio di 130.000 € l’anno) sarà lieto di sapere che tre deputate hanno proposto una legge per concedere un animale agli anziani soli, prevedendo anche dei soldi pubblici per il mantenimento della bestiolina.

Potrebbe avere una sua logica, però ne vedo difficile l’applicazione.

Un paio di righi in più sul 730 per mettere il codice fiscale del cane o del gatto non sono un problema, ma come si fa per gli anziani che tengono un acquario pieno di pesci rossi? Mica possiamo discriminarli!

E le vecchine che buttano il mangime ai colombi, non le vogliamo aiutare?

E le gattare che accudiscono tribù di mici, micette e micioni fra i ruderi del Foro Romano non sono degne di un contributo statale, magari a valere sui fondi del MIUR?

E le necessarie perequazioni per taglia e numerosità? Non mi sembra equo che la sottile bionda che passa tutte le mattine, trascinata da due giganteschi pastori maremmani, abbia gli stessi contributi che prenderei per la mia gatta Pezza (codice fiscale MRS PZZ 04L71 F224R ?) che, fra sabbiolina, croccantini, carne e veterinario mi costa un 300 euro l’anno…..

Però! Forse non è male come legge!

Priorità

Una ricerca dice che le cose cui i consumatori americani sono disposti a rinunciare sono in ordine di probabilità
(10 = probabilità massima, 0 = minima)

7,2 Mobili e attrezzature per la casa
7,2 Scommesse
6,8 Ristoranti, pub, club, discoteche
6,6 Elettronica di consumo
6,6 DVD, musica, video-giochi, libri
6,5 Lavori per la casa
6,4 Palestre, golf e altri sport
6,2 Vacanze, gite, weekend
5,9 Cibi costosi, sofisticati e/o biologici
5,6 Vestiti e scarpe
5,5 Cellulari
4,7 Cura della persona, cosmetici e toiletterie
3,9 Linea telefonica fissa
3,5 Banda larga

Da cui si vede che la massa è molto meno fessa della classe dirigente mondiale e sceglie quello che è veramente necessario: il comunicare, la cura di se, i contatti e Internet, sopratutto!