Perversioni digitali

Per permettere ai lavoratori dipendenti dell’industria di svolgere alcune personali incombenze burocratiche, direttamente dalla fabbrica invece di doversi recare in un pubblico ufficio, e chiedere perciò ore di permesso ai datori di lavoro, il governo e gl’imprenditori hanno sottoscritto un apposito accordo che dovrebbe impedire la perdita di produttività conseguente a tutte queste assenze.

A parte il fatto che ci sarebbe la legge suul’autocertificazione, che di per se è anch’essa una mezza idiozia per le cose che spiegherò dopo, non si capisce quali siano questi adempimenti facilitati da quest’accordo che fa credere agli imbecilli che siamo finalmente diventati un paese moderno.

Alcuni sono atti personalissimi, come farsi rilasciare la carta d’identità, e quindi non c’è telematica che tenga, ma molti altri sono del tutto inutili, visto che lo Stato e i suoi tentacoli sanno già tutto della popolazione e, con pochissima spesa, possono già da domani mattina scambiarsi le informazioni necessarie, senza far perdere tempo e denaro ai poveri italici, ormai a bordo di una nave senza nocchiero, in gran tempesta e con un uragano economico alle porte.

Certo ci sono quegli arroganti, ma in gran parte falliti, dei banchieri, che non accettano l’autocertificazione, ma un governo che li sta salvando da un immane disastro può certamente convincerli a collaborare agitando un nodoso bastone insieme alla deliziosa carota dei soldi pubblici.

Per il resto la rete digitale ha permesso a tutte le organizzazioni di essere sempre connesse e questo consente da subito (basta una leggina di un solo articolo) di connettere macchina a macchina, eliminando l’intervento umano che, a questo punto, sarebbe solo un’inutile perversione, come quella di chi preferisce la pornografia al sano esercizio sensuale.

Avanti e indre’

Negli anni 90 gli esperti ci avevano detto di quale radioso avvenire c'era per la Banca Universale, la banca supermercato dove si trovava di tutto e di più.

Poi abbiamo scoperto che molte banche, come il rospo della favola, a forza di gonfiarsi (di aria e basta) sono scoppiate…e non di salute!

Ora Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia, dice che le banche non devono essere troppo grosse, tanto da mettere in crisi il sistema, che devono tornare alla specializzazione e che i finanziamenti a rischio devono farli i Venture Capitalist!

Fra qualche anno un altro esperto ci dirà il gigantismo bancario é cosa buona e giusta sopratutto perchè se la banca è bella grossa i suoi caporioni ne hanno dei bei vantaggi:

– stipendi proporzionali alle dimensioni

– possibilità di nascondere più facilmente l'immondizia finanziaria

– i soldi pubblici per salvarsi in caso di fallimento.

Insomma, tutto questo avanti e indre' serve solo a ingrassare i banchieri e chi fra politici, economisti e commentatori gli regge il gioco.

La penisola del tesoro

Avrebbero dovuto essere il carburante per l'innovazione, come capitale da investire sulle nuove idee, e invece i Fondi Pensione (FP) sono solo un clamoroso fallimento, con rendimenti molto inferiori a quanto ha reso il TFR lasciato in azienda.

Per fortuna moltissimi lavoratori sono stati più furbi di Pinocchio e non hanno ascoltato i volponi di banche e assicurazioni che, ovviamente, pensavano al loro esclusivo tornaconto, sopratutto se si tiene conto che metà dei soldi li hanno investiti in obbligazione bancarie che è come dire che le banche finanziano se stesse con il TFR dei lavoratori.

Tenuto conto di cosa c'era (o meglio, che non c'era!) nei conti delle banche, è abbastanza evidente che tutta la manovra per istituire i FP è stata fatta per riempire le casse vuote delle banche americane e inglesi che avevano trovato la penisola del tesoro in questa nostra Italia piena di formichine giudiziose e risparmiose, che mettono tantissimo da parte, grazie anche a un'evasione fiscale endemica, diffusa e gigantesca.

Carta spuntata

La caduta continua della pubblicità sulla carta stampata, causata in parte dalla crisi economica, ma sopratutto dal dirottamento degli investimenti verso internet, sta facendo andare in fibrillazione i padroni dei giornali, non tanto perchè temono i bilanci in rosso, quello non è un problema, alla fine sistemano tutto con i finanziamenti pubblici e con i soldi delle banche, che ai giornali non li fanno mai mancare, perchè è buona regola tenersi la stampa amica, come se si fa con un cane rabbioso cui si da un osso per tenerlo a cuccia.

Ed è proprio questa la paura degli editori e di quei loro maggiordomi che sono i direttori dei giornali: se la pubblicità lascia la stampa vuol dire che anche il pubblico la sta abbandonando e quindi il potere di ricatto della “libera” informazione non funziona più, non è più possibile aprire e chiudere il rubinetto delle notizie, non è si è più in grado di fare telefonate all’orecchio giusto per informare che la foto compromettente non sarà pubblicata…..a buon rendere.

Internet cambia il gioco, il pallino è in mano al pubblico e i giornali non saranno nemmeno utilizzabili nè come carta da cesso, nè come sottoparato e neppure per incartare il pesce.

Governo della crisi

Anche i governi potrebbero fare molto per risolvere la crisi, ovviamente, se la piantassero di fare finta che non ci sia o che sta per risolversi, cosa che è quasi un anno che vanno ripetendo mentre intorno si accumulano le macerie.

Che dovrebbe fare il nostro governo?

1) Eliminare per 3/4 anni (ma sarebbe meglio per sempre) l’obbligo degli ammortamenti, così le imprese potranno innovare gli impianti e scaricare l’intero investimento nell’esercizio.
2) Ridurre (al 12%) e livellare i contributi previdenziali per tutte le categorie, sia per i dipendenti che per gli autonomi, facendo confluire le casse autonome in una sola pubblica
3) Riunire gli enti previdenziali in uno solo
4) Mettere un tetto alle pensioni e al prelievo per i contributi previdenziali
5) Estendere la Cassa Integrazione a tutti i settori
6) Eliminare il TFR, che non serve più se c’è la CIG per tutti
7) Contratto di base unico di lavoro per tutti i settori con solo due livelli: impiegati e dirigenti
8) Nazionalizzare, confiscandole, tutte le banche
9) Eliminare l’imposta sui redditi delle persone giuridiche
10) Eliminare l’IVA dagli alimentari e dai medicinali
11) Eliminare il bollo auto
12) Eliminare il canone TV
13) Consentire agli studenti il libero percorso sui mezzi pubblici
14) Vendere Enel, ENI, RAI e tutte le altre aziende pubbliche che non siano monopolio naturale
15) Ritirare le truppe da qualsiasi scenario di guerra
16) Ripristinare l’ICI a favore di Comuni e Regioni come loro unica fonte di tassazione
17) Passare pompieri, scuole e polizia alle regioni
18) Eliminare tutte le forme di finanziamento all’industria e all’agricoltura
19) Tassare tutte le forme di consumo puramente voluttuario (fumo, alcool, giochi, sesso)
20) Ridurre l’Irpef all’liquota massima del 30%