Chi dirige la BCE

Convegno al Corriere per presentare un libro di Bini Smaghi, uno di quelli con il doppio cognome che gestiscono l’euro che, mentre il sistema finanziario stava per crollare, aveva tutto il tempo di scrivere un libro.

C’era Mario Monti, come al solito sempre in palla, Giulio Tremonti, che ormai si atteggia ad oracolo, dopo che crede di aver pronosticato la crisi, e Dario di Vico che, invece di stimolare la discussione sembra fatto apposta per addormentarla.

Meno male che dal pubblico s’è alzato Cesare Romiti che ha chiesto del perchè a noi italiani l’euro ci fa tanto schifo (perchè ci ha resi poveri!) non ostante gli economisti e i banchieri centrali dicano che ci abbia salvato dall’inflazione.

La risposta di Bini Smaghi è stata che non è vero che non abbiamo fiducia nell’euro e la riprova è il fatto che gli italiani, cioè gli ex contadinacci arricchiti, continuino a comprare BOT.

Secondo l’uomo della BCE, questo è un segno di fiducia nella moneta unica e non, com’è nella realta, il segno che l’italico è così abituato a vivere di rendita alle spalle della Repubblica che oggi compra BOT in euro come per lustri ha comprato BOT in lire, forte del fatto che è difficile che un governo consolidi il debito pubblico, anche se già accaduto in passato.

Considerate voi in che mani sta la moneta unica che, a questo punto, non credo abbia molto futuro.

Cartelle fondiarie di Stato

Una delle proposte della Clinton era di far acquisire dallo stato un po’ di mutui subprime per dare sollievo alle banche e alle famiglie.

La signora ha perso la corsa e chissà se la proposta verrà portata avanti dal prossimo presidente.

L’idea non è male e anche gli economisti della Voce la trovano utile e si deve solo trovare la forma d’attuazione.

Infatti, se lo stato acquistasse uno stock di mutui dalle banche in difficoltà (per mancanza di liquidità), si avrebbero una serie di effetti positivi, senza costi per lo stato stesso, come invece avverrebbe se lo stato acquistasse azioni delle banche, che è un investimento, e basti pensare alle raccomandazioni politiche per nominare l’usciere della sede di Petralia Sottana (PA) o la ditta che farà le pulizie alla sede di Cenate Sotto (BG).

Lo stato potrebbe acquistare i mutui, direttamente o tramite una sua azienda, diventando così creditore del mutuatario al posto della banca, con il meccanismo della surroga.

Queste pratiche, acquisite in massa, non avrebbero bisogno di atti notarili e quindi non ci sarebbero oneri per i mutuatari.

Una volta subentrato come creditore lo stato potrebbe praticare tassi più bassi, e fissi.

Abbassando i tassi, milioni di famiglie e imprenditori si troverebbero con le rate da pagare in linea con quanto avevano progettato di pagare quando si erano indebitati prima che la BCE facesse la insensatezza di alzare i tassi per fare le gare con la FED e la Banca d’Inghilterra.

Il reddito così risparmiato ritornerebbe ai consumi, con tutti gli effetti positivi immaginabili.

Ma i soldi per l’operazione da dove li prende uno stato superindebitato?

La cosa è meno problematica di quanto sembri, infatti, basta che lo stato emetta dei titoli del debito pubblico con importo e scadenza pari ai mutui acquisiti e con un tasso uguale, o anche più basso, di quello praticato sui mutui. Se i mutui venissero regolati al 5%, lo stato potrebbe emettere titoli al 4%. Un’operazione quindi senza costi per la mano pubblica dove questa fa solo da garante fra un debitore ed un risparmiatore.

Proprio quello che facevano una volta le banche. Quando la banca era una cosa seria e c’era quella fesseria della banca universale che è la causa primaria della crisi finanziaria.

Mercato deregolato o sregolato?

Ieri 9 ottobre 2008, (anno bisesto, anno funesto), al Politecnico di Milano convegno sul futuro dell’economia e della finanza mondiale a fronte della crisi bancaria mondiale.

Solito disaccordo fra economisti sulla genesi della crisi, che potete leggere qui. Come al solito, la sconfitta è figlia di ignoti.

Su una cosa c’è estrema concordanza: tutto parte dall’avidità.

Dei manager, per stipendi sempre più ricchi e per restare in sella ad ogni costo, favoriti dalla mancanza di controlli.

Degli azionisti di voler accrescere il valore delle azioni, invece di puntare al normale dividendo effetto di una sana gestione.

Anche gli investitori hanno le loro colpe perché, è vero che i banchieri presentano appetitosi strumenti finanziari che promettono grandi guadagni, ma è anche vero che i risparmiatori, come la Geltrude di Manzoni, non dicono mai no se c’è da incassare senza lavorare. E peccano anche loro di avidità!

Perché certi peccati si devono fare per forza in due.

Il sessuomane e la puttana.

Il traditore e l’amante.

Il giocatore ed il baro.

Il banchiere avido ed il cliente, pure!

Non c’è più religione

Nel campo finanziario, una delle cose che si fa, ma non si dice, è il window dressing, una strategia adottata dai gestori di fondi, banchieri e manager per presentare agli investitori, e agli analisti di bocca buona (che pare siano tanti), una trimestrale che fornisca un’apparenza di buona salute, ottenuta però con manovre che si fanno solo per abbellire la vetrina.

Pare che la moda stia travalicando il campo finanziario.

Ora ci si mettono anche gli scienziati a falsificare i risultati delle loro ricerche, come pare abbia fatto un gruppo di ricerca sulle cellule staminali dell’università del Minnesota.

La cosa interessante, e molto simile a quello che è accaduto nel mondo bancario, è che il window dressing scientifico sia stato causato da totale mancanza di controlli.

Insomma, anche fra le provette ci sono authority di controllo che non controllano niente, anche se sono pagati milioni di euro dei contribuenti proprio per controllare.

Bandiera Bianca

La BCE ha tagliato i tassi!

E implicitamente ammette, di avere fatto la più grande cazzata della storia quando, per seguire astrusi modelli teoretici di monetaristi acritici, ha innalzato i tassi a livelli spropositati, ingenerando una stupida inutile devastante corsa con la FED a chi li portava sempre più in alto.

La classica gara che fanno i ragazzotti brufolosi sotto alle docce.

Il risultato, che avevo previsto con il buon senso del padre di famiglia, e senza tanto smanettare con astruse teorie economiche, è quello di questi tre post che prego di leggere senza pensare che da qualche parte io abbia una palla di vetro, ma di considerare che sono solo uno che ogni giorno osserva e parla con la gente comune, la povera gente sbattuta come fuscello nella tempesta, gente che deve avere paura del futuro, senza che ce ne sia bisogno, perchè abbiamo tutta la tecnologia e tutte le capacità per far vivere bene anche il popolo, oltre ai quei teorici che si trastullano con i tassi, comodamente seduti nelle loro torri di avorio, con stipendi favolosi, pagati da noi miliardi di poveri cristi in croce!

La BCE crea inflazione

Spiegazioni per non addetti ai lavori

L’euro guidato dai ciechi