Autodistruzione

Una delle cose che meraviglia la persona onesta è l’eccesso di crapula, di sesso e di droghe che c’è alligna nella classe dirigente, comportamento che porta spesso alla distruzione dell’individuo che aveva tutto, successo, amori, potere e denaro e che tutto perde per immergersi nei bagordi.

Ma quando uno ha avuto un poltrona d’oro perchè era figlio-di, o perchè era un portaborse, o perchè sciacqualattughe di un capetto, pubblico o privato che sia, l’autostima si azzera, perchè non c’è peggior giudice di se stessi, e si cerca perciò una forma di auto-distruzione.

Ogni forma di auto-dissoluzione, anche di una società, deriva dalla consapevolezza di avere avuto, quello che si ha, con mezzi disonesti, cioè prevaricando gli altri, il gruppo sociale cui sia appartiene, e spesso togliendo ai più capaci, e il censore che sta dentro di noi, (che non ha niente a che fare con le religioni, anzi queste sono generate dal censore per rendersi evidente), punisce il singolo guidandolo verso comportamenti autodistruttivi e porta le società verso il declino.

La macchina che sta dentro di noi è una macchina darwiniana che elimina i soggetti e le società deboli, corrotte e malate, cioè non utili al progresso della specie.

Perversioni fiscali

Uno dei problemi, (probabilmente insolubile), del sistema fiscale italico è la perdita del senso e di qual'era lo scopo originario di certe imposte, tasse e contributi.

Uno di questi è il ticket sanitario, inventato in UK per scoraggiare il ricorso facile (perchè gratuito) al consumo di medicinali, importato da noi per il solito scimmiottamento acritico e che si è trasformato in un'altra tassa in molti casi assurda.

Infatti, si paga il ticket anche per farsi fare un'operazione agli occhi, – ma al ginocchio o al cuore sarebbe lo stesso -, il che vuol dire che, se non paghi, lo Stato non ti opera e, diventato disabile, ti dovrà dare una pensione d'invalidità con il necessario assegno di accompagnamento.

Ovviamente il suddito paga per farsi operare mentre lo Stato si trasforma da etico in uno che impone il pizzo sulla salute.

Rimane il problema su come impedire l'abuso di farmaci e prestazioni, dove in parte il ticket serve, ma dove meglio inciderebbe un controllo automatico fra dati demografici ed epidemiologici, cosa che non costa molto implementare e che, sopratutto, è utilissima per controllare la spesa delle strutture sanitarie, vere macine dove si distruggono soldi pubblici.

Dopo Dubai

Come disse qualcuno: "quando una cosa perde il senso diventa arte", come il cavallo che da motore è diventato equitazione.

Ecco, la finanza è diventata arte, arte astratta, e bisogna capirla per metterci mano.

Mano che possono metterci solo i governi, visto che le banche centrali sono parte importante del problema, più sensibili agli espositori di quadri astratti (le banche) che ai problemi dei visitatori delle gallerie (i risparmiatori ingenui e ingordi).

Ma i vari Bambi Zapatero, l'ombroso Brown, il patetico socialite Sarkozy, l'ex DDR frau Merkel Angela (di nome, ma non di fatto), la dittatura collettiva dei mandarini cinesi e quella specie di Sunshine Family che sta alla casa Bianca, hanno i mezzi culturali per capire questa forma d'arte?

Non credo.

Punizioni non proporzionate

In un asilo israeliano c'era la cattiva abitudine dei genitori di arrivare in ritardo a ritirare i loro cuccioli, con tutte le conseguenze immaginabili sul morale degli addetti, costretti ad aspettare gli sciagurati genitori che se la prendevano comoda.

Bisognava trovare una soluzione e il perfettino di turno s'inventa quella dolorosa: colpire la gente al cuore, cioè al portafoglio, una bella multa per ogni ora di ritardo.

Risultato?

I ritardi e i ritardatari sono aumentati!

E per una ragione molto semplice: l'avere stabilito un prezzo (ragionevole e eguale per tutti) ha permesso alla gente di monetizzare, non tanto uno svantaggio (perdere soldi per una punizione), ma parametrare il prezzo dell'ora di extra-parcheggio con il vantaggio di poter fare il proprio porco comodo.

Questo è il perchè gran parte dei sistemi di dissuasione non funzionano: la gente si fa due conti e spende 10€ al giorno per parcheggiare al centro, nelle strisce blu, o meglio, parcheggiare in quelle gialle, calcolando che il rischio di beccarsi la multa da 60€ è statisticamente molto basso.

Purtroppo, come il direttore dell'asilo in esempio, siamo governati da illusi che credono che gli esseri umani siano una massa di pecoroni e non, com'è in realtá, una bella ghenga di 6 miliardi di volponi.

Un mondo finito

Viviamo in un universo infinito ma la nostra vita si svolge in uno spazio finito, in senso geografico, perchè la Terra e quella che è, uno scoglio blu nel nero del cosmo dal quale non possiamo evadere, ma anche in termini di pulsioni intellettuali, perchè non abbiamo più, come aveva il coraggioso Ulisse, mari da navigare, colonne da superare, prodigi da scoprire, e quelli che ci sono rimasti, nella scienza fisica e nella biologia, sono solo per pochi eletti

Anche negli ideali vediamo un mondo finito, perchè omologato, dove solo pochi oscurantisti cercano di resistere al livellamento globale inesorabile.

Prima o poi gli USA avranno una previdenza sociale all'europea, prima o poi la Cina e la Russia dovranno democratizzarsi, prima o poi le teocrazie islamiche dovranno emancipare le donne, e allora ogni angolo del sasso blu sarà uguale a qualsiasi altro.

E forse è questa la ragione profonda della crisi: un appiattimento globale e in ogni campo, compreso quello manageriale, dove l'applicazione pedante e pedestre delle stesse regole apprese negli MBA non può che portare agli stessi risultati, il che non è una buona base per competere.

Bisognerebbe trovare il coraggio di essere diversi ma, come dice don Lisander, uno il coraggio (d'innovare) non se lo può dare.

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