Dopo Dubai

Come disse qualcuno: "quando una cosa perde il senso diventa arte", come il cavallo che da motore è diventato equitazione.

Ecco, la finanza è diventata arte, arte astratta, e bisogna capirla per metterci mano.

Mano che possono metterci solo i governi, visto che le banche centrali sono parte importante del problema, più sensibili agli espositori di quadri astratti (le banche) che ai problemi dei visitatori delle gallerie (i risparmiatori ingenui e ingordi).

Ma i vari Bambi Zapatero, l'ombroso Brown, il patetico socialite Sarkozy, l'ex DDR frau Merkel Angela (di nome, ma non di fatto), la dittatura collettiva dei mandarini cinesi e quella specie di Sunshine Family che sta alla casa Bianca, hanno i mezzi culturali per capire questa forma d'arte?

Non credo.

Punizioni non proporzionate

In un asilo israeliano c'era la cattiva abitudine dei genitori di arrivare in ritardo a ritirare i loro cuccioli, con tutte le conseguenze immaginabili sul morale degli addetti, costretti ad aspettare gli sciagurati genitori che se la prendevano comoda.

Bisognava trovare una soluzione e il perfettino di turno s'inventa quella dolorosa: colpire la gente al cuore, cioè al portafoglio, una bella multa per ogni ora di ritardo.

Risultato?

I ritardi e i ritardatari sono aumentati!

E per una ragione molto semplice: l'avere stabilito un prezzo (ragionevole e eguale per tutti) ha permesso alla gente di monetizzare, non tanto uno svantaggio (perdere soldi per una punizione), ma parametrare il prezzo dell'ora di extra-parcheggio con il vantaggio di poter fare il proprio porco comodo.

Questo è il perchè gran parte dei sistemi di dissuasione non funzionano: la gente si fa due conti e spende 10€ al giorno per parcheggiare al centro, nelle strisce blu, o meglio, parcheggiare in quelle gialle, calcolando che il rischio di beccarsi la multa da 60€ è statisticamente molto basso.

Purtroppo, come il direttore dell'asilo in esempio, siamo governati da illusi che credono che gli esseri umani siano una massa di pecoroni e non, com'è in realtá, una bella ghenga di 6 miliardi di volponi.

Un mondo finito

Viviamo in un universo infinito ma la nostra vita si svolge in uno spazio finito, in senso geografico, perchè la Terra e quella che è, uno scoglio blu nel nero del cosmo dal quale non possiamo evadere, ma anche in termini di pulsioni intellettuali, perchè non abbiamo più, come aveva il coraggioso Ulisse, mari da navigare, colonne da superare, prodigi da scoprire, e quelli che ci sono rimasti, nella scienza fisica e nella biologia, sono solo per pochi eletti

Anche negli ideali vediamo un mondo finito, perchè omologato, dove solo pochi oscurantisti cercano di resistere al livellamento globale inesorabile.

Prima o poi gli USA avranno una previdenza sociale all'europea, prima o poi la Cina e la Russia dovranno democratizzarsi, prima o poi le teocrazie islamiche dovranno emancipare le donne, e allora ogni angolo del sasso blu sarà uguale a qualsiasi altro.

E forse è questa la ragione profonda della crisi: un appiattimento globale e in ogni campo, compreso quello manageriale, dove l'applicazione pedante e pedestre delle stesse regole apprese negli MBA non può che portare agli stessi risultati, il che non è una buona base per competere.

Bisognerebbe trovare il coraggio di essere diversi ma, come dice don Lisander, uno il coraggio (d'innovare) non se lo può dare.

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Primitivi Digitali

Le cronache dell'epoca riportano che la gente di Parmalat avesse cercato di distruggere le prove degli artifici contabili prendendo a martellate un computer, il che dimostra che la contabilità di un gruppo multinazionale era conservata su una specie di giocattolo, qual'è un Personal Computer, e che la comprensione dell'informatica dei dirigenti di una tale azienda era tale da non capire che sarebbe bastato far sparire il disco magnetico visto che, anche prendendolo a martellate, un gruppo di specialisti sarebbero riusciti comunque a leggerlo.

Un po' come avvenuto con il PC di una persona uccisa a Roma che qualcuno ha pensato forse di rendere inaccessibile annegandolo nel lavandino come se fosse un gattino di troppo di una covata troppo numerosa.

Altro preclaro esempio che l'Italia è un paese tecnologicamente primitivo anche se abbiamo ormai più cellulari che abitanti.

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PEC: occorrerebbe fiducia

La Posta Elettronica Certificata per parlare con la P.A. sarebbe una bella cosa, se l'amministrazione pubblica non fosse quella di un paese dove è sempre possibile, e molto probabile, che si cambino le carte in tavola a suo uso e consumo.

E si potrebbero citare decine di eventi dove la P.A., o sue emanazioni molto potenti, hanno cercato di scappottarsela, e dove solo lunghe battaglie giudiziarie, carte alla mano, hanno cercato di vanificare i colpi di mano del potere.

Figuriamoci quando si parla di evanescenti registrazioni elettroniche, magari basate su macchine con sistemi operativi giocattolo, gestiti da ragazzotti dall'io ipetrofico, direttamente proporzionato al loro tasso di ludicità nella gestione della sicurezza.

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