Il comunismo ha chiuso bottega nel 1989, il liberalismo la sta chiudendo in questi giorni, e non solo in metafora visto che molte aziende dovranno chiudere per mancanza di capitale di rischio e perfino di quello per la gestione corrente.
Ovviamente, come quelli della DDR i politici del mondo liberista non se ne sono accorti perchè chi è immerso in un sistema non può capire il funzionamento dall'interno della macchina e, purtroppo, non c'è un KGB che, avendo tutti i dati economici "veri", sappia quando è il momento di cambiare, sopratutto per salvare se stessi, pilotando un "ricco" atterraggio morbido.
Il liberalismo andrà perciò incontro a crisi sempre più frequenti, non gestite come quella attuale, cercando in tecnostrutture come la BCE e la FED soluzioni, mai efficaci, perchè obsolete come lo è il sistema che non funziona più, come nascondere all'INPS la morte del nonno per continuare a prendere la pensione.
Assodato che il sistema è in agonia, con che lo si potrebbe sostituire, se ci fossero politici in grado di capire e di agire?
Una strada da percorrere è quella di mezzo, dimenticare la sbornia ultraliberista, chiudere in una specie di Guantanamo per talebani liberisti gli adoratori della Tatcher e ragionare in modo razionale tenendo conto che la Terra non è altro che una specie di nave spaziale (cioè un sistema chiuso) che trasporta 6 miliardi di astronauti che devono convivere se vogliono sopravvivere.
E questo si può avere solo se il sistema viene razionalizzato! lasciando indipendenza di azione al singolo, ma riportando sotto il controllo statale tutte quelle funzioni che, per loro specifità, sono uniche e dove la concorrenza fa poco o niente per migliorare il servizio.
A che serve un acquedotto privato? E una metro SpA? E quella fintissima Spa che sono le ferrovie? E le autostrade a pagamento?
A niente! Servono solo a creare costose rendite per qualcuno senza apportare benefici economici al sistema.
Ovviamente gli ultraliberisti ricorderanno che questi sistemi, statalizzati, sono fonte di inefficienze e ruberie, cosa vera come ha dimostrato Tangentopoli, ma basterebbe dare ai cittadini più trasparenza (cosa facilissima con Internet) e comminare pene pesantissime (come nella Cina dalla pena di morte facile) per contenere le degenerazioni che, per altro, ci sono anche nel sistema ultra-liberale dove abbiamo avuto scandali industriali e finanziari di fronte ai quali i mariuoli di Tangentopoli erano borseggiatori (anche fessi visto che si sono fatti pizzicare da un ex questurino).
Bisogna tornare rapidamente ad un sistena misto, lasciando la libera iniziativa dove può essere utile e nazionalizzando tutti i sistemi dove la concorrenza è impossibile o può creare danni sistemici, come nel caso delle banche che, per avidità dei loro dirigenti, azionisti e depositanti, hanno creato strumenti finanziari, praticamente basati sul nulla, i famigerati derivati, la cui unica eliminazione passa per la nazionalizzazione di tutte quelle banche che non hanno un più un patrimonio adeguato, lasciando private quelle piccole e sane, come quelle locali e cooperative che, essendo direttamente controllate dal territorio, sono meno avvezze ad avventurarsi nella creazione di castelli di carte, il che dimostra che il controllo diffuso e la trasparenza possono far funzionare anche un sistema misto.
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Bond e BOT
Qualche studioso e qualche politico mostra ormai una palese insofferenza verso le banche, accusate di non volersi piegare alle ragioni della politica e di cercare il massimo del profitto con le operazioni finanziarie invece di finanziare il mondo produttivo ormai a secco di denari (altrui).
L'ultimo casus belli è la mancata acquisizione dei cosidetti Tremonti Bond, cioè prestiti che lo stato farebbe alle banche per rafforzare il loro patrimonio in modo che queste possano fare prestiti alle imprese.
Ora, a parte il fatto che le banche sono aziende che devono fare profitti, e quindi non si vede perchè dovrebbero rinunciare ad operazioni lecite e molto profittevoli, quello che si dimentica è che sono lle stesse che partecipano al collocamento del debito pubblico degli stati, ergo, sono i politici che si sono messi volontariamente in mano alle banche perchè spendono soldi che non hanno per ingraziarsi gli elettori che, in molti casi sono anche evasori, vedi le cifre in ballo con i vari scudi, più o meno severi, che tutti gli stati stanno costruendo.
Fuori tema
Inizio delle scuole e assalto dei ricordi quando l'insegnante di matematica raccomandava proprietá di linguaggio e quella di lettere di non andare fuori tema.
Anche ai partecipanti alle trasmissioni radio-tv bisognerebbe raccomandare le stesse cose visto che il 90% di quello che si dice, anche con toni violenti, è fuori tema, detto spesso anche male tanto da far concretamente sospettare che a parlare sono solo dei patetici orecchianti che hanno sbirciato qualche appunto ad hoc due minuti prima di andare in onda.
Per pagare e per morire c’è sempre tempo
In questi mesi di crisi, dovunque si vada, c'è il pianto greco di quelli che si lamentano dei ritardi della Pubblica Amministrazione nel pagare le forniture. Lamento abbastanza strano visto che chi fornisce la PA sa bene che, con quei pochi soldi del bilancio, bisogna coprire tante spese necessarie e accontentare pure tante pretese da paese avanzato e ricco, cosa che assolutamente l'Italia non è.
Esaurito l'inutile pianto contro la stato moroso, si passa a lamentarsi delle grandi aziende che pagano con tempi scandalosi, e qui, comincia l'invocazione di misure di legge che obblighino i clienti a pagare entro 30 gg, pena…il carcere? Il rogo? Lo squartamento sulla pubblica piazza?
Purtroppo non saranno le leggi (senza forza e quindi inefficaci) a bloccare un andazzo, mentre la consapevolezza che certe cose accadono è l'unico sistema per predisporre misure per il peggio e, fra queste, anche evitare di fornire i cattivi pagatori abituali.
Perché, come nella prostituzione, il peccato lo si può fare solo in due.
Se prima erano in quattro
Negli USA aumenta la disoccupazione, ormai oltre il 9%, ma oltre il 16% se si considerano anche quelli che non cercano più e coloro che hanno lavorato poche ore in una settimana, e in contemporanea la produttivita' è aumentata del 6,6%, indice che qualcosa sta accadendo di positivo anche se ci sono 14 milioni di disoccupati.
E il fenomeno non è strano perchè, semplicemente, le aziende stanno facendo lavorare di più i lavoratori rimasti invece di assumere o riassumere, cosa che non avverra' finche' non si vedra' una seria ripresa. O cosi' sperano i politici che dimenticano presto le lezioni del passato e, ovviamente, non sono attrezzati per immaginare un futuro.
Quando la crisi sara' passata (ma quando?) ritorneranno i posti perduti?
Forse no, o almeno non tutti, e questo perchè le aziende economicamente sane potrebbero (anzi, dovrebbero) approfittare per automatizzare in modo da aumentare la qualita' dei prodotti e battere una concorrenza che sara' molto più affollata e assetata .