Governo della crisi

Anche i governi potrebbero fare molto per risolvere la crisi, ovviamente, se la piantassero di fare finta che non ci sia o che sta per risolversi, cosa che è quasi un anno che vanno ripetendo mentre intorno si accumulano le macerie.

Che dovrebbe fare il nostro governo?

1) Eliminare per 3/4 anni (ma sarebbe meglio per sempre) l’obbligo degli ammortamenti, così le imprese potranno innovare gli impianti e scaricare l’intero investimento nell’esercizio.
2) Ridurre (al 12%) e livellare i contributi previdenziali per tutte le categorie, sia per i dipendenti che per gli autonomi, facendo confluire le casse autonome in una sola pubblica
3) Riunire gli enti previdenziali in uno solo
4) Mettere un tetto alle pensioni e al prelievo per i contributi previdenziali
5) Estendere la Cassa Integrazione a tutti i settori
6) Eliminare il TFR, che non serve più se c’è la CIG per tutti
7) Contratto di base unico di lavoro per tutti i settori con solo due livelli: impiegati e dirigenti
8) Nazionalizzare, confiscandole, tutte le banche
9) Eliminare l’imposta sui redditi delle persone giuridiche
10) Eliminare l’IVA dagli alimentari e dai medicinali
11) Eliminare il bollo auto
12) Eliminare il canone TV
13) Consentire agli studenti il libero percorso sui mezzi pubblici
14) Vendere Enel, ENI, RAI e tutte le altre aziende pubbliche che non siano monopolio naturale
15) Ritirare le truppe da qualsiasi scenario di guerra
16) Ripristinare l’ICI a favore di Comuni e Regioni come loro unica fonte di tassazione
17) Passare pompieri, scuole e polizia alle regioni
18) Eliminare tutte le forme di finanziamento all’industria e all’agricoltura
19) Tassare tutte le forme di consumo puramente voluttuario (fumo, alcool, giochi, sesso)
20) Ridurre l’Irpef all’liquota massima del 30%

Fate i buoni

Blaise Pascal, filosofo e matematico (ha inventato la prima macchina calcolatrice a soli 19 anni), un giorno decise di unire le due disciplice creando un concetto, la scommessa su Dio in cui ci fa ragionare sulla convenienza del credere o nel non credere a un entità suprema.

Il ragionamento di Pascal, in qualche modo anticipatore delle teorie di John Nash ci dice che, in termini puramente logico-matematici, ci conviene credere perchè il vantaggio è infinito.

Di conseguenza, tenuto conto che un po’ tutte le religioni strutturate si basano su precetti che impongono di non ledere il diritto degli altri alla ricerca della felicità, ne viene, come conseguenza, che è meglio fare i buoni, perchè in nessuna religione è previsto un premio per i cattivi, anzi, di solito, il castigo è qualcosa di terribile e sopratutto di eterno.

La mia personale considerazione sull’essere buoni o meno è più freudiana: ognuno sa nel suo profondo se quello che riuscito ad avere o ad essere è stato conquistato con onestamente o con la frode, la forza o la violenza e perciò è l’inconscio del reprobo che, prima o poi lo mette, in una condizione di auto-punizione, che non coinvolge solo la persona, ma anche i suoi figli.

Perciò, anche se non si vogliono seguire i ragionamenti di Pascal, teniamo conto che il censore interno alla fine ci punisce sempre, o con le malattie o facendoci commettere errori esiziali.

Meglio essere buoni perchè spesso la punizione arriva in questa vita.

Alta Velocità

Ieri mattina, verso le 10:00, ho spedito da Milano un libro per il tramite delle Poste Italiane, e, nonostante un venerdì e un sabato santo per lo mezzo, il libro è arrivato oggi a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, a 718 km di distanza.

Tenuto conto che mia figlia non riesce da tre giorni ad avere il servizio WAP da MTV, e non puo’ ricevere le posta elettronica, forse è il caso che l’Italia si accontenti del buon funzionamento della posta normale e a ogni velleità di essere un paese moderno.

Accontentiamoci di quello che passa il convento.

Roba nostra

Ho visto abbastanza catastrofi italiche da averci fatto il callo sulle polemiche relative a quello che si poteva fare e non si è fatto per non trovarci tanti morti, che poi è l’unica cosa che conta. Le cose si ricostruiscono, le vite umane no!

Ed é ridicola pure la conta dei morti per cui sembra che si tiri un sospiro di sollievo se invece di 1.000 morti ce ne sono solo 274.

Ma la cosa più stupida è affermare che se si fosse intervenuto prima sulle strutture…..bla, bla, bla
Si dimentica che da noi la maggior parte di quello che viene distrutto era antico o vecchio, e quindi non pensato per la catastrofe, o è volutamente costruito dove non doveva stare.

Certo qualcuno poteva impedire di costruire su un terreno franoso o sotto a un vulcano, abitare una casa del 600 fatta di pietra e malta o costruire il centro elettronico di una banca vicino vicino a un fiume, ma ve l’immaginate un sindaco che nega la licenza al paesano che lo ricatta con l’arma del voto, (se va bene!), per non parlare delle faide (anche sanguinose) che scoppiano perchè far rispettare una legge viene visto come una prevaricazione dello Stato Caino sul diritto assoluto di disporre della propria robbba senza alcun vincolo?

Purtroppo la natura non guarda ai titoli di proprietà e ogni tanto ci ricorda con ferocia che è lei, Gea, la padrona di tutto, dal centro del pianeta fino alla troposfera, e che noi umani siamo per lei più insignificanti di un brulicante formicaio in un angolo del giardino.