Gli orbi del G8

Quando la BCE faceva andare alle stelle i tassi scrissi che sembrava che l’economia fosse guidata da cecati che si tiravano dietro altri cecati, con tutte le conseguenze immaginabili: un bel tonfo, a faccia in giù nella merda, dove siamo adesso.

Oggi, con il G8 alla porte, mi sembra che lo scenario sia lo stesso, a livello planetario, e anche Biden, vice di Obama, lo va dicendo in giro che nessuno sa che pesci prendere e cosa fare.

Il sistema economico, semplicemente, se ne va per fatti suoi e, prima che i caporioni del G8 e quelli delle autorità sovranazionali (BCE, FMI, UE, ONU etc.) possano metterci rimedi, l’economia avrà cambiato direzione tante di quelle volte da rendersi ancora più oscura a questi potentissimi capi di stato, assolutamente impotenti di fronte a qualcosa che non comprendono e che non possono perciò guidare.

Sono come degli australopitechi finiti nella cabina di un 737: non sanno dove sono, a che servono i pulsanti, non capiscono gli strumenti e non sanno che per volare bisogna capire di essere parti di un sistema complesso, delicato e interconnesso.

Chiacchiere e musi lunghi

Anche il G8 dei ministri finanziari, in quel di Lecce, è andato, con il suo mare di chiacchiere ufficiali consolotarie per il volgo dei giornalisti di bocca buona e quelle molto più seriose dei colloqui riservatatissimi e, da tutto questo è difficile, come il solito, farsi un’idea di dove va l’economia.

Ma bastava guardare la faccia del ministro del Tesoro americano per rendersi conto che mala tempora currunt e chissà per quanto tempo correranno ancora.

Perciò, dati i musi lunghi dei ministri del Tesoro, è d’uopo: tenersi liquidi, stare lontani da immobili, borse, bond e titoli di stato (anche AAA), ridurre i debiti, investire in comunicazione, PR, formazione e innovazione e, sopratutto, attendere pazientemente, e con i soldi in bocca, che i concorrenti spariscano dalla scena.

Non è momento per i troppo buoni!

Pubblicità e Internet: non funziona

Internet è sotto attacco!

Il politicume in giro per il mondo sta attaccando la libertà della Internet, (che io chiamerò I, e basta).
 
Fosse il Partito Comunista Cinese, molto attento a chiudere ogni bocca (anche con un colpo alla nuca) perché non è facile tenere a bada un miliardo e quattrocentomila persone, senza dargli molto, mentre i dirigenti vivono nello sfarzo e nella crapula della Città Proibita, circondati da lacchè e concubine.
 
Fosse la pruderie di Sarko, cui dispiace vedere le dolci tettine di Carlà pubblicamente esposte sulla piazza virtuale, invece che for his eyes only.
 
E fossero i nostri politicastri, sia a sx che dx, che non vedono l'ora di spegnere anche l'unico mezzo di comunicazione che non controllano attraverso amichetti/e con tessera di giornalisti.
 
Fatica abbastanza inutile perché, almeno come la conosciamo, I sta per spegnersi per anoressia, e a soli 15 anni di età.
 
Infatti, il modello di business di tanti siti web – contenuti gratis pagati direttamente o indirettamente dalla pubblicità – non funziona più, tant'è vero che c'è un declino nei budget pubblicitari, che negli USA è già molto evidente, che si manifesterà anche in Europa e che non dipende dalla crisi, ma dal fatto che la pubblicità su I non funziona! Punto!.
 
Veramente la pubblicità non funziona più da nessuna parte! Punto!  
 
Non funziona sui giornali  e non funziona in TV, e per tre motivi.
 
1)       la gente non crede più alla pubblicità (perché sono consigli per gli acquisti prezzolati)
2)       la gente non vuole vedere la pubblicità  (infatti fa zapping, e i pubblicitari sincronizzano le trasmissioni per costringerci a vederle, ma noi ne approfittiamo per andare a bere o fare il contrario.)
3)       la gente non ha bisogno della pubblicità (perché ha altre fonti di informazioni più credibili, fra cui anche I )
 
I pubblicitari però accusano gli altri mezzi (I, iPhone, iPod, PS2, WII) come colpevoli di distrarre il pubblico, e allora cercano di mettere la pubblicità in questi nuovi mezzi….,ma nemmeno funziona!
 
Perché? Perché il problema non è il mezzo, il problema è il messaggio, che non è credibile, non è voluto, non è necessario.
 
E, siccome buona parte del web allatta dalla pubblicità, molti siti chiuderanno perché non esiste un altro modello per far pagare i contenuti, a meno che non si tratti di contenuti ad alto valore aggiunto (ma quali? E come si gestiscono i micropagamenti?)
 
Sarà perciò molto interessante vedere come andrà a finire, perchè, come si dice in America, non esistono pasti gratis, e qualcuno i conti di I dovrà pure pagarli!

Echi dalla crisi

Nel mio condominio ci sono 48 appartamenti e oggi, sabato di metà maggio, saremo in tre coinquilini in tutto il palazzo. Forse saranno tutti alla mensa dei buoni frati francescani!

E chi saranno tutti quei giovani davanti a bar, ristoranti e pizzerie? Certamente non avventori! Forse sono lì a mendicare un posto di lavapiatti per sbarcare il lunario.

E tutte quelle ragazze in miniabiti e lucidissimi tacchi a spillo? Sicuramente poverine costrette dalla necessità ad offrire il loro corpo per sfamare padri disoccupati e germani affamati!

Povera Italia che da un recente benessere vede oggi i suoi figli sprofondare nella miseria economica e nelle miserie dell’animo corrotto dal bisogno.

E pensare che migliaia di africani si affollano in fragili navicelle pur di arrivarein Italia senza rendersi conto che stanno per finire in un paese ormai desolato, dove si piange tantissimo e si fotte alla grande!