Indifferenza intelligente

Pare ci sia una crisi. E sicuramente sarà così. La cosa strana è che la gente (nella media) è assolutamente indifferente. Non credo perchè i singoli non sentano gli effetti della crisi.

E allora perchè la gente è così indifferente?

Il fatto è che c’è un’intelligenza collettiva che si manifesta con questi comportamenti (nella media) similari; la gente non è (molto) preoccupata perchè ha capito una cosa: siccome la crisi è mondiale, non è un problema della gente comune risolverla e non sarà la sola gente comune a subirne le conseguenze.

L’intelligenza collettiva ha capito che, se il sistema collassa, non ci saranno assalti ai forni, ma sicuramente a casa dei potenti che, prima volta nella storia, non hanno un posto dove scappare.

Ve lo ricordate il reuccio savoiardo che scappa di notte verso Brindisi abbandonando il suo popolo in mano a due eserciti invasori? E Mussolini travestito da soldato tedesco che cercava forse salvezza in Svizzera? E Craxi che va esule in Tunisia?

Ma, se il sistema crolla, dove scappano? Il pianeta quello è, e non c’è un posto dove nascondersi perchè, se il sistema crolla, crolla dappertutto, e non è facile fare la bella vita in mezzo a una massa di disperati che, prima o poi, t’individuano.

Ma il sistema non crollerà e, in qualche modo, troveranno la soluzione per riavviare la giostra. E se non lo trovassero, molti realizzaranno finalmente certi incubi chiusi nel cassetto.

Altre follie italiane

Molti non saprano cosa sono le società in-house, che non sono altro che un’altra delle follie della gestione della cosa pubblica.

Si tratta infatti di quelle aziende che gestiscono servizi per conto di una regione, di una provincia, di un comune, come se fossero un’azienda privata, anche se hanno un solo socio (avete indovinato, la regione, la provincia, il comune o un mix di tutti questi), e un solo cliente (e avete indovinato di nuovo, la regione, la provincia, il comune o un mix di tutto questo).

Dicono che sono state create per permettere una maggiore efficienza ma, alla fine, costano di più perchè, essendo delle Spa, ne hanno tutti gli oneri, compreso il fare ricavi, cioè guadagnare, per cui un pezzo dello stato guadagna su un altro pezzo dello stato stesso. Il tutto con i nostri soldi.

Lacrime di coccodrillo sul latte versato

Sul Corriere Economia di oggi, 9/2/2009, Salvatore Brangantini, economista, propone la resurrezione degli Istituti di Credito Speciali!

Il tutto a ben 15 anni dalla distruzione cervellotica degli ICS che operavano nel sud per gestire l’intervento straordinario, fagocitati da banche universali i cui risultati sono innegabili!

In sintesi il nostro economista dice quello che diceva la legge bancaria del 36, uniquique suum, ognuno deve fare un mestiere, chi presta a breve ha una testa diversa e una professionalità diversa da chi deve esaminare invetsimenti di medio e lungo periodo.

(omissis)… ne sono derivate, in molti casi, valutazioni più oggettive sul breve termine, e minor peso di rapporti personali fra dirigenti di banca e titolari; più spesso, tuttavia, si sono dilatati i tempi di decisione, ed è diminuito lo spessore professionale nei giudizi di credito oltre il breve termine.

Si sta perdendo la capacità di valutazione dei piani a medio, che era ben radicata nei vecchi Istituti di credito speciale (ICS). Questi sviluppi giocano un ruolo negativo oggi, in quanto ostacolano l’adattamento delle imprese alla nuova situazione; tanto più che nessuno, in verità, sa che animali saranno le banche di domani, quando la lezione della crisi sarà stata assimilata.
Molte banche ormai hanno, è vero, divisioni corporate, che lavorano bene. Oggi, tuttavia, serve una grande banca specializzata nel credito a medio termine, che banca, che funga da catalizzatore di aggregazioni fra imprese.

Il giacimento di capacità professionali degli ex Ics, ancorché dimenticato, non è esaurito; spezzoni importanti sono ancora presenti in molte banche, a partire dalle maggiori ove sono confluiti pezzi di Imi, Icipu e Mediocredito Centrale. Soprattutto, nel mondo delle popolari ci sono banche come Efibanca, Centrobanca, Italease, la stessa Meliorbanca, che potrebbero costituire i mattoni di un nuovo edificio adatto ai tempi.

L’aggregazione fra questi istituti darebbe al nuovo soggetto un ruolo altrimenti precluso ad ognuno di essi isolatamente; non a caso vanno a vuoto i periodici tentativi di vendita da parte delle capogruppo. Queste banche vanno fuse fra loro, ne va razionalizzata la struttura e ridisegnato l’azionariato; si potrà così creare un soggetto nuovo, con un management autonomo, senza soci dominanti, e chiedere alla Borsa di sottoscriverne una larga fetta del capitale.

La nuova banca avrebbe un ruolo centrale e le imprese avrebbero, un interlocutore forte e specializzato; bene per il paese, e per le banche capogruppo che risolverebbero qualche lieve grattacapo.

Vacche Sacre

C’è in giro un tipo di donna, di solito manager di successo, che, deviata da una concezione ultra egalitaria e femminista acritica, finisce per costruirsi addosso un invisibile scudo sacrale.

Donne che non vogliono essere considerate tali, se non per rimproverare eventuali attentati alla parità assoluta, e che pongono grandi dilemmi di comportamento a chi le deve approcciare.

Si deve lasciare il passo alla porta? Possiamo fare gli auguri o penseranno che lo facciamo solo perchè sono femminucce? E un complimento non lavorativo, è gradito o stiamo insozzando la statua? Al bar possiamo pagare o siamo maschi sciovinisti e pure un po’ antiquati?

Forse l’unica strategia è quella di chi va in India: stare lontani dalle vacche sacre.