Forse nemmeno i giocatori di Risiko e di wargames avranno mai immaginato che un giorno la signora Thatcher avrebbe mandato i suoi Gurka a scannare i coscritti argentini alle Falkland o che i marine americani andassero a combattere sulle montagne fra l’Afganistan e il Pakistan.
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Verità contabile
In un post dedicato a Luca Pacioli consideravo l’impossibilità di conoscere la realtà contabile di un’azienda atteso che tutto non è che una registrazione magnetica, fatta nello stesso disco di un unico sistema informatico, che non è il massimo dell’affidabilità dei dati.
Dall’India ci giunge notizia che una grande azienda informatica, la Satyan, in sanscrito “Verità”, praticamente per anni ha avuto libri contabili falsi.
Detta così, qualcuno s’immagina libroni rilegati, e con il timbro notarile, che siano stati artefatti con la scolorina, ma pochi si rendono conto che tutto questo è reso banale dall’informatica che ha reso tutto del tutto incerto.
La verità contabile, come quella di Rashmon, è ormai inafferabile, evanescente e a completa discrezione di chi scrive qualcosa su un disco seguendo solo i suoi interessi.
Ma questo non sarebbe un problema se la gente avesse una buona dose di diffidenza.
Invece vediamo ancora gente che a frotte, a greggi e a mandrie va a investire sui titoli privati o pubblici senza una sola certezza di cosa quei pezzi di carta veramente rappresentino.
E poi si dice che non c’è più fiducia. Forse ce n’è pure troppa!
Fantascienza e realtà
Ho avuto uno scambio d’idee con due giovani, una su Facebook, l’altra al telefono, su dove sia meglio emigrare.Quello che ci serve per il 2009
Prove tecniche di guerra civile
Tre episodi accaduti oggi sotto i miei occhi, nella civile Milano, che denotano il clima di violenza latente che serpeggia fra la popolazione italiana.
1) Ore 10:00, uscita metro in piazza del Duomo. Un immigrato di colore che vende chincaglieria sotto ai portici offre braccialetti a tre ragazzi con pantaloni di raso a strisce, bomber di marca, scarpe da 200 euro, sigaretta pendula dal labbro, teste rasate e cappellino da baseball portato con la visiera di traverso; reazione: scarica gratuita di tremende parolacce con inviti coloriti al poveretto di andarsene al suo paese.
2) Ore 17:00 Supermercato Esselunga.
Una donna sudaticcia e nervosa si mette in fila alla cassa riservata agli handicappati e alle donne incinte, quando le fanno notare che non le tocca stare in quella fila, se la prende con un’anziana che ha la bombola per l’ossigeno e i tubicini nel naso ben evidenti e per la quale gli addetti stanno preparando le ceste per la consegna a domicilio; la tizia sudaticcia e con i capelli sporchi va in escandescenze perché, a suo dire, “queste persone (cioè handicappati e anziani) non devono andare a fare la spesa all’ora di punta“.
3) Ore 19:30 Incrocio stradale di viale Corsica con via Lomellina.
Una ragazza sta attraversando sulle strisce con il cane al guinzaglio e con il semaforo verde per i pedoni; una macchina arriva sparata dalla destra e, non solo non si ferma alle strisce, non solo sta per arrotare il cane, ma l’automobilista fa anche evidenti gesti di insofferenza verso la ragazza, impiegata della Rinascente, che mi confida che di aver appena avuta una giornataccia perché “la gente è impazzita, è diventata di una maleducazione unica e ti aggredisce per un nonnulla“.
Non male sotto Natale, con la crisi non ancora al suo apice e un po’ mitigata dalle tredicesime da spendere.





