Buone notizie, un po’ in ritardo

Il bancomat è stato inventato nel 1967 e il primo è stato installato in Italia nel 1976, undici anni dopo, in armonia con le migliori tradizioni di arretratezza del nostro paese.

Oggi, anno di grazia 2008, terzo millennio dell’era cristiana, il Comune di Roma e il Monte Paschi di Siena hanno reso possibile ai cittadini della capitale di pagare ICI e contravvenzioni tramite un’apposita funzione dei bancomat di MPS e di Banca Toscana, in totale 83 sportelli per 2,7 milioni di romani e il tutto al modico costo di 1,48 euro, cioè 2.865,68 Lire.

Possiamo gioire, finalmente!

Stiamo facendo qualche passo avanti.

Vediamo quando sarà possibile utilizzare qualsiasi bancomat (magari pure quelli delle Poste) per pagare anche la TARSU e i tanti altri balzelli destinati alle casse comunali.

Italians Follies!

I presidi delle scuole milanesi…pardon!, i dirigenti scolastici milanesi, si rifiutano di obbedire agli ukase sul dover sottoporre a visita fiscale i prof che marcano visita anche per il primo giorno di malattia.
Infatti ogni visita richiesta alla ASL costerebbe 60 euro e, siccome c’è quella bischerata dell’autonomia scolastica, per cui una scuola deve gestire un budget (con soldi che non ci sono), i presidi preferiscono risparmiare i 60 euro che possono invece servire per pagare, ad esempio, le supplenze, le modelle che posano nei Licei Artistici o i materiali per le lezioni tecniche.
Questo è un esempio della follia cui è arrivato il sistema italico: un ente pubblico (una scuola) deve pagare un altro ente pubblico (la ASL o l’INPS) con soldi che vengono dalla stessa tasca, cioè le nostre tasse.
Un’enorme partita di giro che costituisce un aggravio di costi dovuti a procedure burocratiche e amministrative oltre al costo di dover conservare per almeno dieci anni le fatture forse in tutte le strutture coinvolte: la scuola, la ASL, il provveditorato agli Studi, il ministero della Pubblica Istruzione, la Ragioneria dello Stato, la Corte dei Conti………e sempre che non ci siano contenziosi giudiziari perchè, a quel punto, le carte cresceranno come le foglie su un albero nella foresta amazzonica.
Se continua così e parafrasando padre Dante: lasciate ogni speranza voi che restate…in Italia.

Tutto è perduto! Anche l’onore.

Tutto è perduto, fuorchè l’onore scrisse Francesco I alla madre dopo la sconfitta di Pavia!

Cosa che non potranno scrivere gli gnomi della BCE che hanno oggi deciso di tagliare di un bel 0,75% il tasso di sconto, roba da far ridere i polli, ovvero come dare l’aspirina a un ammalato di AIDS o pensare di ridare la verginità a certi ministresse italiche.

Dopo aver condotto una gara scellerata con gli altri istituti di emissione a chi era più tosto nell’alzare i tassi, dopo aver distrutto l’economia mondiale e mentre si assiste alla chiusura di decine di fabbriche e al licenziamento di milioni di lavoratori, quelli con il doppio cognome o il doppio nome, quelli che si godono lautissimi stipendi in quel di Francoforte, a malicuore hanno dovuto tagliare i tassi, misura del tutto inutile e ininfluente perchè ormai la fiducia si è liquefatta come un gelato in mano ad un bambino e per i prossimi cinque anni il mondo si limiterà alla mera sopravvivenza di chi, essendosi scottato una volta, ha paura anche dell’acqua tiepida.

Come diceva Mark Twain dobbiamo solo sperare che esista un Dio che un giorno li possa punire come meritano perchè, per chissà quale privilegio mediovale, i banchieri centrali non pagano mai su questa Terra per i guai che hanno combinato trastullandosi con il tasso di sconto o quando non sorvegliano le banche che giocano a Monopoli con i soldi dei risparmiatori.

Loro, i banchieri centrali, come il 7 cavalleria, arrivano sempre dopo che la carovana è stata attaccata, saccheggiata e molti coloni ci hanno rimesso terzi e capitale.

Prima no! Mai! Forse sono troppo intenti a scrivere libri e/o andare per convegni.

Panic Saving

I depositi bancari aumentano, a dimostrazione che la gente, in media, ha una capacità di reazione alle sventure tale da non farle fare troppe fesserie.
Disinvestire dai fondi, abbandonare la borsa, far ritornare in patria i denari portati all’estero, in cerca di protezione dal fisco o per maggiore sicurezza, sono oggi le uniche mosse da fare, considerato che non c’è più nessun investimento sicuro come la liquidità. Estrema e totale!

E credo che, dopo la bolla Internet, il post 9/11 e la crisi bancaria senza fine cui stiamo assitendo, è molto chiaro che non c’è più niente che valga qualcosa sui cui scommettere.

Investire in arte, sopratutto quella moderna, è pericolosissimo e quella antica è a rischio truffa.

Le case costano ancora tanto e, se si comprano per affittarle, c’è il rischio che non si trovi l’inquilino, e basta guardare i Fittasi e i Vendesi che ormai ornano un palazzo su due.

Le azioni delle aziende dicono ancora bugie: le aziende non valgono più niente, salvo i loro brevetti, se li hanno, e i terreni dove sorgono gli stabilimenti, se sono edificabili, altrimenti le aziende di qualsiasi tipo valgono, come dovrebbe essere, per il dividendo che possono dare, ma questo dipende se i bilanci sono buoni e sopratutto se sono veritieri.

Le materie prime, anche il petrolio, sono funzione di chi acquista e, se scoppia una crisi, è chiaro che nessuno acquista o acquisterà di meno ed a prezzi più bassi.

L’unico investimento consigliabile è una bella Ruger a difesa dei propri cari e della propria casa.

Punti di vista americani

Iconoculture.com riporta il caso di una loro redattrice che, andata in una banca italiana per fare un’operazione, ha dovuto attendere perchè l’impiegata le ha detto che faceva 10 minuti di pausa per andare a prendere un caffè al bar.

Il commento della redazione è stato che….no, non si sono incavolati, ma hanno apprezzato molto questo dedicarsi a se stessi della bancaria italica. Anzi, hanno commentato che sarebbe ora che gli americani prendessero esempio dagli italiani (e dagli europei in generale) e si prendessero un po’ di pausa, considerato che molti non si prendono nemmeno tutte le ferie.

Ovviamente è una questione di punti di vista.

Ma se avesse ragione e cominciassimo tutti quanti (cinesi e indiani compresi) a prendercela un po’ più comoda e smettere di correre come pazzi verso……..la morte?

Forse Brunetta si dispiacerà, ma lui vuole passare alla Storia.

Noi, che saremo dimenticati come i miliardi di umani prima di noi, sicuramente finiremo sotto tre palmi di terra dopo aver sprecato una vita e senza prenderci una pausa di 10 minuti al bar con un’amico/a, un caffè con le tre C e un cornetto pieno di nutella.