Panic Saving

I depositi bancari aumentano, a dimostrazione che la gente, in media, ha una capacità di reazione alle sventure tale da non farle fare troppe fesserie.
Disinvestire dai fondi, abbandonare la borsa, far ritornare in patria i denari portati all’estero, in cerca di protezione dal fisco o per maggiore sicurezza, sono oggi le uniche mosse da fare, considerato che non c’è più nessun investimento sicuro come la liquidità. Estrema e totale!

E credo che, dopo la bolla Internet, il post 9/11 e la crisi bancaria senza fine cui stiamo assitendo, è molto chiaro che non c’è più niente che valga qualcosa sui cui scommettere.

Investire in arte, sopratutto quella moderna, è pericolosissimo e quella antica è a rischio truffa.

Le case costano ancora tanto e, se si comprano per affittarle, c’è il rischio che non si trovi l’inquilino, e basta guardare i Fittasi e i Vendesi che ormai ornano un palazzo su due.

Le azioni delle aziende dicono ancora bugie: le aziende non valgono più niente, salvo i loro brevetti, se li hanno, e i terreni dove sorgono gli stabilimenti, se sono edificabili, altrimenti le aziende di qualsiasi tipo valgono, come dovrebbe essere, per il dividendo che possono dare, ma questo dipende se i bilanci sono buoni e sopratutto se sono veritieri.

Le materie prime, anche il petrolio, sono funzione di chi acquista e, se scoppia una crisi, è chiaro che nessuno acquista o acquisterà di meno ed a prezzi più bassi.

L’unico investimento consigliabile è una bella Ruger a difesa dei propri cari e della propria casa.

Punti di vista americani

Iconoculture.com riporta il caso di una loro redattrice che, andata in una banca italiana per fare un’operazione, ha dovuto attendere perchè l’impiegata le ha detto che faceva 10 minuti di pausa per andare a prendere un caffè al bar.

Il commento della redazione è stato che….no, non si sono incavolati, ma hanno apprezzato molto questo dedicarsi a se stessi della bancaria italica. Anzi, hanno commentato che sarebbe ora che gli americani prendessero esempio dagli italiani (e dagli europei in generale) e si prendessero un po’ di pausa, considerato che molti non si prendono nemmeno tutte le ferie.

Ovviamente è una questione di punti di vista.

Ma se avesse ragione e cominciassimo tutti quanti (cinesi e indiani compresi) a prendercela un po’ più comoda e smettere di correre come pazzi verso……..la morte?

Forse Brunetta si dispiacerà, ma lui vuole passare alla Storia.

Noi, che saremo dimenticati come i miliardi di umani prima di noi, sicuramente finiremo sotto tre palmi di terra dopo aver sprecato una vita e senza prenderci una pausa di 10 minuti al bar con un’amico/a, un caffè con le tre C e un cornetto pieno di nutella.

Crisi temporanea o recessione?

I dati storici dicono che l’impatto di una crisi finanziaria non si riverbera subito sulla cosiddetta economia reale; normalmente la crisi colpisce le imprese dopo dodici mesi dallo tsunami bancario.

Le ragioni? Le banche, con le casseforti tristemente vuote, chiudono i rubinetti del credito e, siccome sono abituate, come fa la BCE con i tassi, a chiudere o aprire bruscamente l’erogazione per tutti, del credit crunch finiscono per soffrirne tutti indistintamente, sia il buon pagatore che quello cattivo.

I cattivissimi, invece, quelli che hanno aziende con debiti stratosferici che non potranno mai restituire, continueranno a rimanere indebitati per cifre astronomiche che, magari, graziosamente i banchieri convertiranno in azioni che si terranno in portafoglio finchè, con qualche trucchetto di ingegneria finanziaria, non verranno infilate nei portafogli titoli o nei fondi comuni dei poveri imbecilli avidi che sperano di guadagnare senza lavorare.

Questi idioti di risparmiatori sono molto simili a quegli altri imbecilli che vanno dai maghi ai quali non fanno mai la domanda essenziale: se uno è capace di vedere il futuro, perchè non approfitta di questa sua dote divinatoria e si gioca i numeri del prossimo super enalotto milionario?
E se uno è un così bravo banchiere perchè si offre di dividere con il risparmiatore un guadagno che potrebbe tenersi tutto per se? In fondo, come dimostrano i recenti avvenimenti, non è nemmeno necessario avere un capitale per giocare in borsa, si può anche giocare allo scoperto, e questo fa della borsa un qualcosa di unico nel campo dei casinò: la borsa è l’unica sala giochi dove si può giocare anche senza soldi, basta promettere che il giorno dopo si consegnino le azioni o, come nel caso dei mercati delle materie prime, si può non consegnare la merce oggetto della scommessa ma solo il conquibus monetario.

La fine delle veline

All’università di Bristol hanno sviluppato un software che permette a una testa animatronica di mimare le espressioni di un viso umano catturate tramite una telecamera.

La testa di gomma flessibile è gestita da 34 servomotori che non possono ovviamente mimare a pieno le espressioni umane ma, tenuto conto che certi attori, e sopratutto certe attrici famose e formose, sono dei veri cani quando recitano, si può pure pensare di sostituirli con un robot che, probabilmente, ha più intelligenza.

Artificiale, ma sempre intelligenza.

Con il progresso spariscono tanti mestieri ed ora anche quello della velina è destinato a diventare solo un ricordo, con grande dispiacere di calciatori e altri protettori.

Cartelle fondiarie di Stato

Una delle proposte della Clinton era di far acquisire dallo stato un po’ di mutui subprime per dare sollievo alle banche e alle famiglie.

La signora ha perso la corsa e chissà se la proposta verrà portata avanti dal prossimo presidente.

L’idea non è male e anche gli economisti della Voce la trovano utile e si deve solo trovare la forma d’attuazione.

Infatti, se lo stato acquistasse uno stock di mutui dalle banche in difficoltà (per mancanza di liquidità), si avrebbero una serie di effetti positivi, senza costi per lo stato stesso, come invece avverrebbe se lo stato acquistasse azioni delle banche, che è un investimento, e basti pensare alle raccomandazioni politiche per nominare l’usciere della sede di Petralia Sottana (PA) o la ditta che farà le pulizie alla sede di Cenate Sotto (BG).

Lo stato potrebbe acquistare i mutui, direttamente o tramite una sua azienda, diventando così creditore del mutuatario al posto della banca, con il meccanismo della surroga.

Queste pratiche, acquisite in massa, non avrebbero bisogno di atti notarili e quindi non ci sarebbero oneri per i mutuatari.

Una volta subentrato come creditore lo stato potrebbe praticare tassi più bassi, e fissi.

Abbassando i tassi, milioni di famiglie e imprenditori si troverebbero con le rate da pagare in linea con quanto avevano progettato di pagare quando si erano indebitati prima che la BCE facesse la insensatezza di alzare i tassi per fare le gare con la FED e la Banca d’Inghilterra.

Il reddito così risparmiato ritornerebbe ai consumi, con tutti gli effetti positivi immaginabili.

Ma i soldi per l’operazione da dove li prende uno stato superindebitato?

La cosa è meno problematica di quanto sembri, infatti, basta che lo stato emetta dei titoli del debito pubblico con importo e scadenza pari ai mutui acquisiti e con un tasso uguale, o anche più basso, di quello praticato sui mutui. Se i mutui venissero regolati al 5%, lo stato potrebbe emettere titoli al 4%. Un’operazione quindi senza costi per la mano pubblica dove questa fa solo da garante fra un debitore ed un risparmiatore.

Proprio quello che facevano una volta le banche. Quando la banca era una cosa seria e c’era quella fesseria della banca universale che è la causa primaria della crisi finanziaria.