Un voto non a sorpresa

cartel

Tutti a bocca spalancata per il voto appena espresso da milioni,  illusi che la loro crocetta gli faccia conservare il posto o procurargliene uno qualsiasi, magari fisso, a vita, non impegnativo, possibilmente pubblico, ma non a contatto con il pubblico, che pure è una rottura.

I più stupiti sono quelli del PD, più tristi per il 30% del PDL che per le loro percentuali.

Ma che c’è da meravigliarsi? Quando basta considerare che, in termini di marketing, il PDL è  un “prodotto sostitutivo” della DC, quella che dal 45 ha avuto il più basso consenso nel 92 con il 30%, cioè lo zoccolo duro del PDL oggi.

Ma pure il PD, perchè si meraviglia di non dilagare? Ma il PD,  erede del PCI, ne eredita pure l’elettorato affezionato che, comunque, non è mai andato oltre il 34% (1976), oscillando sempre intorno a un  27-30%.

Una situazione che non è modificabile visto che gli studi sull’elettorato dimostrano che la gente non cambia mai schieramento, cioè uno di cdx rimane nel cdx e uno di csx rimane nel csx, quindi i partiti devono rubare elettori ai partiti “cugini” perchè è impossibile rubarli agli avversari.

E poi c’è il fenomeno Grillo che, come dice Alimonte, è un fenomeno nuovo, perchè ruba in entrambi gli schieramenti, e lo può fare:

1) perchè non ha un programma ma solo promesse di fare macelli

2) perché la situazione economica di molti soggetti “marginali” non ha nessuna soluzione, e può solo peggiorare, per cui questi sono dei disperati, un nuovo lumpenproletariat post industriale, e fra poco post digitale, disposto a seguire un Grillo qualunque come a suo tempo andarono dietro a una Evita qualsiasi.

Non votare

love

Un sacco di gente, trascurando gli affetti, un momento con figli, amanti, genitori, amici, andrà a votare anche questa volta.

Perché lo fanno?

La maggior parte lo fa per convenzione sociale: andare a votare è come andare a messa la domenica, sopratutto in quelle famiglie allargate che sono paesi e paesotti dove il controllo sociale è più facile e oppressivo.
Altri ci vanno per scambio con un politicante: una supplenza val bene una croce, un posto in un call center si può scambiare con una decina di voti fra familiari della ragazza e quelli del futuro sposo.
Poi ci sono le teste calde, quelli che vorrebbero fare massacri del politicume ma che, vigliaccamente, sperano che lo faccia qualche populista che promette una vera rivoluzione, ovviamente “civile” e “incruenta”.

Ma nella nostra situazione, dove il problema non è la politica ma una pubblica amministrazione autoreferente e infingarda, a che serve votare?

Potrà il tecnico, l’imprenditore prestato alla politica, il masaniello di turno o il burocrate di partito cambiare la PA?

Non credo. Anche perché non c’è in nessun programma, a dimostrazione che la politica non ha capito niente dei nostri problemi e poco gliene importa.

Avatar di pedroelreyDatamediahub

Nielsen, come certamente molti sapranno, ha diffuso i dati degli investimenti pubblicitari per mezzo del 2012.

Rispetto al 2011 si assiste ad un calo, ad un tracollo, a doppia cifra per tutti i mezzi televisione inclusa. Anche internet, per quanto riguarda Display, Performance e Classified/Directories, frena bruscamente e dai tassi di crescita double digits del primo semestre chiude al +5,3%  il totale anno a causa delle forti flessioni dei mesi di novembre [- 8.3%] e dicembre [- 10.3%].

ADV nielsen-tot2012

Il commento ai dati di Alberto Dal Sasso, advertising information services business director dell’istituto di ricerca e rilevazione, è stato riportato, facendo copia e incolla fondamentalmente [come d’abitudine?], da tutti i principali organi d’informazione ed ovviamente dalle testate specializzate:

In termini reali vale a dire che, al netto dell’inflazione (ISTAT), si torna addirittura a livelli del 1991; questo fa quindi pensare ad un cambio strutturale e non congiunturale nella sua composizione.

Nel commento c’è…

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Gentry

Little_Big_Horn_Battle

L’affare MPS crea grande imbarazzo nei media.

E sì! Non sanno proprio che pesci prendere.

MPS sta a Siena, città che non è il Nord operoso dove uno scandalo bancario (parecchi in verità in questi anni) viene subito dimenticato dai media e sostituito da qualche bella notizia che viene da Avellino, spacciata per Napoli per dare più colore. Napoli, nel bene e nel male, è sempre una prima donna.

La camorra, la delinquenza vera, è sempre un bel coperchio, comodo e disponibile, per far dimenticare scandali bancari oltre la linea del Rubicone.

Meglio non confondere i camorristi in jeans griffati con i delinquenti in grisaglia e gessato d’ordinanza da 15mila euro.

Purtroppo MPS non sta oltre la linea Gustav, in quel meridione che passa per sentìna di ogni scandalo e di ogni nefandezza, luogo di pecoroni che da 160 anni sopportano lo scarpone del bersagliere che schiaccia la faccia del cafone speranzoso di riscatto.

MPS, sta lì, nella terra di mezzo, la Toscana di grandi vini e di grandi bestemmiatori.

Immagino, su nei cieli, cosa devono aver sentito dopo che i senesi, intenti alle loro disfide di burletta per guadagnare uno straccio di palio, si sono accorti che avevano ormai uno straccio di banca.

E MPS non sta nemmeno a Roma, dove si poteva creare un bel romanzo d’appendice fra preti, monsignori, politicume, travestiti, attricette, cocotte e banda della Magliana (che ci sta sempre bene); come gli sarebbe piaciuto alla giornalista di sinistra con marito ex Lotta Continua, ora primario di ginecologia, dimostrare che Roma, caput mundi, è invece caput munnezza.

E no! MPS sta a Siena, feudo comunista da secoli, comunisti duri, puri ma ormai oppressi dal desiderio di gentryfication per cui il meglio è avere un posto in banca, meglio se in una banca d’affari (per rifilare derivati ai comuni amici), meglio alla LSE e magari alla BCE, e se proprio ci si vuole accontentare, un posticino in un’autorità di vigilanza che, come il settimo cavalleria a Little Big Horn, arriva sempre quando il massacro è già stato compiuto, il (direttore) generale Custer è scappato con la cassa, lasciando un bel buco che Pantalone Monti, o Pantalone-chi-verrà-dopo, coprirà con i soldi di altro debito pubblico.

A questo punto, forse il PCI, ora PD, che qualcuno storpia in Partito Derivati o Partito Default, cambiasse in PBI: Partito Banchieri Italiani.

Mi sembra molto più appropriato.